Netflix, la “maggiore concorrenza” fa crollare le azioni?

Nella recente lettera agli azionisti, Netflix sembrerebbe aver ammesso che “la maggiore concorrenza” nel settore SVOD potrebbe influire sulla crescita della società  

Netflix, la “maggiore concorrenza” fa crollare le azioni?
3' di lettura

Netflix Inc (NASDAQ:NFLX) ha riconosciuto che l’aumento della concorrenza potrebbe avere un impatto sulla sua crescita, ma quella del colosso video non è certo una ammissione netta.

Un’ammissione tra le righe?

Nella sua lettera del quarto trimestre agli azionisti, la società di streaming video on demand (SVOD) ha scritto: “i consumatori hanno sempre avuto molte scelte per quanto riguarda il loro intrattenimento – la concorrenza nel corso degli ultimi 24 mesi non ha fatto che intensificarsi, mentre le società di intrattenimento di tutto il mondo che sviluppavano la propria offerta di streaming.



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“Sebbene la maggiore concorrenza possa influire in parte sulla nostra crescita marginale, continuiamo a crescere in ogni Paese e area in cui sono state lanciate le nuove alternative di streaming”.

Netflix sembra aver ammesso che il segmento SVOD ora ha molti attori, come Disney+ di Walt Disney Co (NYSE:DIS), HBO Max di AT&T Inc (NYSE:T), Peacock di Comcast Corporation (NASDAQ:CMCSA) e Paramount+ di Viacom CBS (NASDAQ:VIAC).

La competizione è globale

“Anche in un mondo di incertezza e di maggiore concorrenza, siamo ottimisti sulle nostre prospettive di crescita a lungo termine, poiché lo streaming soppianterà l’intrattenimento lineare in tutto il mondo”, ha dichiarato la società.

È probabile che la concorrenza globale continuerà a intensificarsi nel prossimo futuro; mercoledì il CEO della Disney Bob Chapek ha annunciato la creazione di un International Content Group che verrà gestito da Rebecca Campbell.

Chapek ha parlato della nomina della Campbell, dichiarando che la neo responsabile dell’International Content Group porterà “competenza e talento per supervisionare la crescente pipeline di contenuti originali locali e regionali per i nostri servizi di streaming, pur continuando a guidare le nostre attività internazionali”.

Persino Apple Inc (NASDAQ:AAPL), società che arranca nel settore dello streaming, sta entrando nel mercato sudcoreano dei contenuti locali dopo l’enorme successo di Netflix con ‘Squid Game’.

Ma Netflix non molla

Nella lettera agli azionisti, l’operatore della piattaforma SVOD sembra ritenere che ci sia abbastanza mare per far convivere molti pesci.

La società ha sottolineato il punto ribadendo che lo streaming rappresenta ancora meno del 10% del tempo passato davanti allo schermo TV negli Stati Uniti, ad oggi il più grande mercato.

“La maggiore opportunità nell’intrattenimento è il passaggio dal lineare allo streaming, e con meno del 10% del tempo totale passato davanti allo schermo TV negli Stati Uniti – il nostro principale mercato – Netflix ha enormi margini di crescita se continueremo a migliorare il nostro servizio”, ha dichiarato la società.

Proprio nel suo maggior mercato insieme al Canada questa settimana Netflix ha aumentato i prezzi degli abbonamenti di 1-2 dollari al mese; un piano base mensile costava 8,99 dollari ma ora costa 9,99 dollari.

In particolare, gli aumenti di prezzo sono giunti nonostante l’intensificarsi della concorrenza, il che potrebbe essere interpretato come un segno di fiducia in termini di fidelizzazione dei clienti.

Numeri del 4° trimestre e guidance

Netflix ha registrato ricavi del quarto trimestre di 7,71 miliardi di dollari, inferiori alle stime degli analisti. Nel periodo considerato, la società ha riportato un utile per azione di 1,33 dollari, battendo le stime che si attestavano a 0,82 dollari per azione.

La guidance per il primo trimestre di 2,86 dollari per azione è inferiore alla stima degli analisti a 3,45 dollari per azione. Per il periodo considerato, la società ha fornito una guidance sui ricavi di 7,903 miliardi di dollari, in calo rispetto a una stima di 8,08 miliardi.

Movimento dei prezzi

Nella sessione after-hours di giovedì le azioni Netflix sono crollate del 20,22% a 405,50 dollari; le azioni avevano chiuso la sessione regolare in calo dell’1,5% a 508,25 dollari.