Dopo la visita di Pelosi, la Cina rallenterà la supply chain tech?

Secondo Gene Munster, Pechino potrebbe imporre dazi in grado di incidere sul commercio tra Taiwan e USA, causando un effetto domino nel settore tech

Dopo la visita di Pelosi, la Cina rallenterà la supply chain tech?
2' di lettura

Le tensioni politiche tra Stati Uniti e Cina sono peggiorate in seguito alla visita a Taiwan della Presidente della Camera dei Rappresentanti Nancy Pelosi. Gene Munster, il co-fondatore di Loup Funds, ritiene che questo evento potrebbe causare un effetto a catena nel settore tecnologico.

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Beneficiari reciproci

Il settore tech statunitense ha beneficiato “considerevolmente” per oltre un decennio e mezzo delle strette relazioni con la Cina (riduzione dei costi, maggiore qualità, riduzione dei tempi di immissione sul mercato e produzione diversificata), ha affermato Munster.

La Cina ha anche contribuito alla domanda delle aziende tecnologiche statunitensi, ha aggiunto.

La visita di Pelosi a Taiwan, secondo Munster, accelererà la spaccatura tra i due Paesi.



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Cosa bisogna aspettarsi

È improbabile che gli Stati Uniti e la Cina si impegnino in un conflitto diretto a causa della visita di Pelosi a Taiwan, ha detto Munster.

Secondo l’analista, la risposta della Cina sarà probabilmente “lenta, misurata e potente” e avrà conseguenze sull’economia globale, aggiungendo che Pechino non cederà il suo obiettivo a lungo termine di esercitare il pieno controllo su Taiwan.

La Cina potrebbe aggiungere dazi in grado di incidere sul commercio di Taiwan e soprattutto degli Stati Uniti, in modo da “rallentare il suo motore di produzione” in maniera sistematica.

Alle aziende cinesi che forniscono prodotti finiti e componenti a livello globale potrebbe essere chiesto di rallentare la produzione con il pretesto di risparmiare energia, ridurre l’inquinamento o rispettare le regole anti-Covid.

“La mia previsione è che la supply chain globale rallenterà ulteriormente nei prossimi mesi”, ha affermato Munster.

Le mosse attese

La Cina, che finora ha perseguito la prosperità economica per mantenere la stabilità politica, potrebbe però avere dei problemi qualora i suoi sforzi per rallentare l’economia globale incidessero sulla sua stessa crescita, ha detto Munster. Secondo l’analista, gli Stati Uniti potrebbero decidere di smettere con la mossa attuale, poiché avrebbero già inviato il messaggio che “l’escalation produrrà delle conseguenze”.