Il nuovo Parlamento Ue alla ricerca di compromessi di fronte alle sfide geopolitiche

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PGIM, in un’analisi di Taggart Davis, valuta la possibile composizione delle alleanze e le prospettive di conferma di Ursula von der Leyen dopo un voto che dovrebbe far registrare uno spostamento a desta

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In un 2024 affollato di appuntamenti globali alle urne, spiccano le imminenti elezioni europee, che coinvolgeranno 359 milioni di persone per scegliere 720 deputati per 5 anni con un ricambio consistente pari a oltre il 50% del Parlamento di Strasburgo. Il voto anticipa il rimpasto della leadership UE a cominciare dalla guida della Commissione. l’attuale presidente Ursula von der Leyen è favorita ma non c’è certezza di un secondo mandato. Taggart Davis, Vice President, Government Affairs EMEA di PGIM in un commento aggiunge che andrà anche scelto un nuovo presidente del Consiglio Europeo prevedendo un periodo prolungato di lotte per gli incarichi, per la conquista della titolarità nei programmi e di contrattazione politica.

URSULA VON DER LEYEN AL CENTRO DI TUTTO

Al centro di tutto c’è von der Leyen, scelta a sorpresa alla presidenza della Commissione nel 2019 e poi confermata per un soffio dal Parlamento, che ha dimostrato adattabilità politica con una forte agenda green conquistando allo stesso tempo i voti critici di una destra scettica sulle grandi ambizioni dell’UE. Con il nuovo Parlamento, osserva Davis, potrebbe dover imparare a fare qualche piega e torsione politica in più. I sondaggi puntano infatti a uno spostamento a destra, i cui partiti potrebbero arrivare primi in otto o nove Stati membri e secondi in altrettanti…

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Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge.com.