Una crescente ondata di investitori alla ricerca di un’esposizione su SpaceX sta delineando un nuovo trend nel mercato degli ETF; fondi di nicchia focalizzati sul settore aerospaziale stanno improvvisamente attirando massicci flussi in entrata, mentre gli operatori cercano modalità per attingere a una delle società private di maggior valore al mondo.
Tale frenesia ha spinto diversi ETF di dimensioni relativamente ridotte nelle fasce più alte per flussi settimanali di fondi, ricalcando quel comportamento degli investitori guidato dal momentum già osservato in passato attorno alle operazioni legate all’intelligenza artificiale e connesse a Nvidia Corp.
Maurits Pot, CEO e fondatore di Tema ETFs, in una recente intervista rilasciata a Benzinga, ha riassunto la tendenza affermando: “Ritenevamo che un ETF sullo spazio senza SpaceX fosse come un ETF sui semiconduttori senza Nvidia”, sottolineando come sia diventato difficile per gli investitori concepire un’esposizione significativa nel settore aerospaziale senza includere il colosso di Elon Musk — proprio come accadrebbe escludendo NVDA da un portafoglio incentrato sui chip.
Secondo Eric Balchunas, analista di ETF presso Bloomberg Intelligence, gli ETF con esposizione diretta o indiretta a SpaceX — tra cui il Tema Space Innovators ETF (NASA), il Baron First Principles ETF (RONB) e l’ERShares Private-Public Crossover ETF (XOVR) — si sono tutti posizionati nel primo 1% per afflussi di capitali nell’ultima settimana.
I dati condivisi da Balchunas mostrano che l’ETF NASA ha attirato circa 598 millioni di dollari in flussi in entrata in una sola settimana, mentre RONB ha incamerato circa 771 milioni di dollari nello stesso arco temporale. L’ETF NASA ha inoltre accumulato quasi 1,25 miliardi di dollari di afflussi da inizio anno, mentre RONB ha aggiunto circa 1,21 miliardi di dollari.
La massa gestita (AUM) di RONB è esplosa passando da circa 400 milioni di dollari a quasi 1,3 miliardi di dollari in sole due settimane, a testimonianza di quanto aggressivamente gli investitori si stiano riversando sulle strategie legate a SpaceX.
L’esposizione a SpaceX traina il settore
Il rally segna un cambiamento radicale nel panorama competitivo degli ETF dello spazio.
Per anni, prodotti come l’ARK Space & Defense Innovation ETF (ARKX), il Procure Space ETF (UFO) e lo State Street SPDR S&P Kensho Final Frontiers ETF (ROKT) hanno dominato la categoria, offrendo un’esposizione diversificata a satelliti, produttori aerospaziali e contrattisti della difesa.
Ora, gli investitori appaiono sempre più concentrati su una singola azienda.
L’ETF NASA ha superato in termini di patrimonio diversi di questi rivali storici, nonostante il lancio sia avvenuto solo circa due mesi fa. I dati di Bloomberg Intelligence evidenziano che gli asset di NASA sono saliti a circa 1,42 miliardi di dollari, superando UFO, ARKX e ROKT.
Un catalizzatore chiave è stato l’allocazione di circa il 10% del fondo in una società veicolo (SPV) dedicata a SpaceX, il che garantisce agli investitori un’esposizione indiretta alla società privata. Il fondo ha inoltre generato rendimenti vicini al 55%, alimentando ulteriormente il momentum.
Nel frattempo, RONB si distingue come l’unico ETF all’interno del gruppo a detenere azioni dirette di SpaceX, secondo quanto riferito da Balchunas.
La mania del mercato privato contagia gli ETF
L’impennata evidenzia come gli ETF stiano diventando sempre più strumenti per gli investitori al dettaglio alla ricerca di un accesso a società d’élite del mercato privato, altrimenti difficili da detenere in portafoglio.
Con il moltiplicarsi delle speculazioni sul fatto che SpaceX possa alla fine debuttare in borsa con una valutazione superiore ai 2 trilioni di dollari, gli investitori appaiono disposti a convogliare capitali in qualsiasi fondo quotato che offra anche una parziale esposizione.
Il risultato è ciò che Balchunas ha descritto come la capacità di SpaceX di conferire “superpoteri a ETF altrimenti piccoli o di recente costituzione”.
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