Bitcoin (BTC) non è riuscito a sfruttare i dati favorevoli sull’inflazione statunitense a causa di una domanda spot costantemente debole, anche se le metriche on-chain suggeriscono che il mercato si stia avvicinando al territorio di capitolazione.
Buone notizie macro, BTC debole
Bitcoin rimane bloccato attorno ai 63.000 – 64.000 dollari nonostante i dati sull’inflazione di luglio in linea con le attese, che tipicamente fornirebbero una spinta favorevole agli asset di rischio.
In un post su X del 14 agosto, gli analisti di CryptoQuant hanno attribuito questa reazione contenuta principalmente alla debolezza della domanda spot.
Attualmente attestato a -0,1%, il Coinbase Premium Index è rimasto prevalentemente negativo da maggio, segnalando una pressione d’acquisto limitata da parte degli investitori statunitensi.
L’attività di trading spot si mantiene contenuta ed i flussi verso gli ETF spot su Bitcoin negli Stati Uniti si sono indeboliti.
Questa dinamica crea una struttura di mercato potenzialmente fragile, con gli acquirenti spot che mostrano esitazione mentre le posizioni sui futures appaiono comparativamente elevate.
Quando i catalizzatori macroeconomici favorevoli non riescono a generare un rialzo, le posizioni long a leva diventano sempre più vulnerabili alla liquidazione, potendo innescare un’ulteriore pressione di vendita.
Bitcoin deve affrontare un’offerta sulla testa in corrispondenza del Cost Basis dei detentori a breve termine vicino a 68.700 dollari, quota in cui i recenti acquirenti che registrano perdite potrebbero sfruttare un recupero per chiudere le posizioni.
Se da un lato la debolezza della domanda spot potrebbe mantenere i prezzi sotto pressione nel breve termine, dall’altro questa medesima correzione prolungata ha spinto la redditività dei detentori verso livelli storicamente associati a riassetti di mercato più profondi.
La debolezza della domanda incontra la capitolazione
I dati di CryptoQuant mostrano che l’offerta di Bitcoin in profitto è scesa a solo il 51,4%, mentre BTC scambia vicino a 63.000 dollari.
Il 48,6% dell’offerta di Bitcoin in circolazione è attualmente detenuto con una perdita non realizzata, il valore più basso dal 2023 ed una netta inversione rispetto al picco di mercato, quando quasi il 100% dei Bitcoin era detenuto in profitto.
L’ultima volta che l’offerta in profitto ha stazionato vicino al 51%, Bitcoin scambiava attorno ai 16.000 – 20.000 dollari agli inizi del 2023.
Questo non significa necessariamente che Bitcoin abbia raggiunto il suo minimo definitivo, ma nel breve termine la domanda spot dovrà necessariamente riattivarsi per evitare un’ulteriore capitolazione.
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