Bitcoin (BTC) è scivolato a 76.600 dollari nel corso del fine settimana, mentre i trader attendono una rottura al rialzo sopra gli 83.000 dollari o un nuovo ritracciamento alla luce dell’imminente voto procedurale sul CLARITY Act e della riunione del FOMC previsti per questa settimana.
Perché la soglia degli 83.000 dollari rappresenta il principale ostacolo?
Doctor Profit si è mantenuto rialzista sulla ripresa generale di Bitcoin all’interno del suo “Big Sunday Report”, pur ammonendo che l’asset deve ancora riconquistare la media mobile a 50 settimane per confermare la prossima gamba rialzista.
“Non dichiarerò confermata una rottura finché la resistenza rimarrà attiva”, ha affermato l’analista.
Il trader ha paragonato l’attuale struttura di Bitcoin alla fase di recupero registrata all’inizio del 2023, quando la criptovaluta aveva effettuato diversi tentativi di superare la media mobile a 50 settimane prima di registrare un deciso movimento al rialzo.
Tale paragone non implica necessariamente che Bitcoin replicherà lo stesso percorso, ma suggerisce che i ripetuti rifiuti in corrispondenza di una principale media mobile non invalidano necessariamente la ripresa di fondo.
Doctor Profit individua due possibili scenari:
- Una rottura decisiva al di sopra degli 83.000 dollari rafforzerebbe la struttura rialzista e focalizzerebbe l’attenzione sulla soglia degli 88.000 dollari.
- Un ritracciamento verso i 71.000 dollari rimane possibile e viene considerato come il supporto più solido e una potenziale area di ingresso per posizioni long.
L’analista continua a detenere posizioni spot anziché tentare di prevedere se il prezzo di Bitcoin subirà prima un calo.
Il CLARITY Act e la decisione della Fed pongono Bitcoin sotto i riflettori
Bitcoin deve inoltre affrontare un calendario macroeconomico particolarmente fitto.
Il voto sul CLARITY Act del 15 settembre costituisce un ostacolo procedurale che richiede la maggioranza di 60 voti, e non rappresenta l’approvazione definitiva della legislazione sulle criptovalute, mentre la decisione della Fed del 16 settembre rappresenta un altro appuntamento cruciale.
I mercati prezzano una probabilità dell’85,5% per un incremento dei tassi di un quarto di punto, a fronte di una percentuale del 14,5% che propende per tassi invariati.
L’analista ritiene che gran parte del rischio legato a questi eventi sia già prezzato dai mercati e preferirebbe che la Federal Reserve lasciasse i tassi d’interesse invariati.
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