La più grande piattaforma cripto del mondo deve sospendere alcuni servizi in Europa. Che sia arrivata al capolinea, oppure è solo uno stop-and-go?
Ma dov’è? Sul serio, dov’è? Era lì fino a un attimo fa! L’ultima volta che abbiamo sbloccato il telefono l’abbiamo vista al solito posto… Oppure ci è solo sembrato di averla vista?
Le app sono tutte lì, nessuna è stata cancellata, eppure quella che cerchiamo non è al suo posto. Qualche hacker ci ha fatto uno scherzo? Difficile. Più probabilmente ce la siamo persa noi, anche se non sapremmo dirci come e perché.
In fondo è solo un’app che è stata spostata: non è cambiato quasi nulla… Eppure è cambiato tutto. Perché ci abituiamo molto in fretta a certi strumenti, al punto da considerarli permanenti. Poi basta muovere qualche elemento e scopriamo quanto facciamo affidamento su ciò che ci sembrava scontato.
Questo vale anche per certe piattaforme, di cui ci siamo talmente abituati e che ci sembrano esistere al di sopra di tutto: sempre accessibili e sempre uguali. Ma è davvero così?
Nel Sunday View di questa settimana torniamo a trattare di grandi nomi della finanza digitale che hanno subito grandi battute di arresto.
Noi però non ci arrestiamo mica, anzi, se siete con noi, procediamo.
L’UE NON FA SCONTI
L’Europa non fa sconti proprio a nessuno. Solo due settimane fa abbiamo scritto dei blocchi imposti a Revolut, e oggi ci ritroviamo per le mani una storia simile, ma che coinvolge un altro colosso della finanza digitale: Binance. Fondata nel 2017, negli anni è cresciuta tanto da diventare sinonimo di criptovalute, trasformandosi nella più grande piattaforma di scambio del mondo, con milioni di utenti e volumi di trading che superano quelli di molti mercati finanziari tradizionali. Una crescita rapidissima, costruita sull’idea di un denaro capace di muoversi senza confini…
Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge.com.
