Wei Yang, Head of Active Quant Solutions di L&G, consiglia di non ignorare l’ipotesi che potrebbe dare una spinta a un’azionario cinese che invia già segnali positivi, e delinea i possibili contorni dell’intesa
Un accordo commerciale USA-Cina appare un evento molto remoto, ma vale la pena di interrogarsi su cosa vorrebbe dire per l’economia globale. Dopo l’avvio del secondo mandato di Trump con provvedimenti anche molto aggressivi le relazioni con la Cina non si sono inasprite come ci si poteva aspettare, anche perché Pechino presenta le possibilità maggiori di sovraperformance, mentre l’esposizione ai dazi è ancora bassa e caratteristiche interne la rendono più resiliente. Il possibile scenario è analizzato da Wei Yang, Head of Active Quant Solutions di L&G,che nota come le misure annunciate dagli USA contro la Cina finora siano state molto più contenute delle attese.
AZIONARIO CINESE NON LONTANO DA UN PUNTO DI SVOLTA
L’azionario cinese da anni combatte contro trend negativi, alcuni ciclici altri strutturali, come il mercato immobiliare che fatica a ripartire, una forte repressione normativa sui settori privati e tensioni geopolitiche elevate, il che ha ridotto ai minimi la fiducia degli investitori. Ma, aggiunge l’esperto di L&G, ci sono segnali che un punto di svolta potrebbe non essere lontano: nonostante il recente rally del tech, l’esposizione degli investitori globali verso la Cina resta piuttosto ridotta, per cui anche una minima variazione positiva del sentiment basterebbe a generare grandi afflussi di capitale. Pechino continua a puntare sul rilancio della crescita con misure di stimolo, tra cui l’ampliamento del deficit, maggior emissione di bond governativi e provvedimenti per sostenere i consumi e stabilizzare sia l’immobiliare che l’azionario…
Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge.com.