Una novità importante sta per cambiare il panorama dei buoni pasto in Italia. A partire dal 1° settembre 2025, entrerà in vigore una nuova regolamentazione che introduce un tetto massimo del 5% sulle commissioni applicate agli esercenti che accettano i ticket restaurant. La misura non avrà impatti diretti sui lavoratori, ma promette di rivoluzionare il rapporto tra le società emittenti e i commercianti.
Cosa è successo
La nuova norma, prevista dall’articolo 36 del Ddl Concorrenza approvato nel dicembre 2024, estende al settore privato una regola già applicata dal 2023 per i dipendenti pubblici. Il cambiamento nasce dall’esigenza di ridurre i costi di gestione per bar, ristoranti e supermercati, che in alcuni casi arrivavano a pagare commissioni fino al 20% del valore del buono.
Secondo i dati dell’Anseb (Associazione Nazionale Società Emettitrici Buoni Pasto), il settore coinvolge circa 3,5 milioni di lavoratori e 170mila esercizi convenzionati, mentre le aziende che forniscono questo benefit sono 100mila. L’implementazione sarà graduale: i contratti esistenti manterranno le condizioni attuali fino al 31 dicembre 2025, mentre tutti i nuovi accordi dovranno rispettare il limite del 5%.
Le tre principali società del settore – Edenred, Sodexo e Day – dovranno rivedere le proprie strategie commerciali per adattarsi alla nuova normativa.
Perché è importante
Questa misura rappresenta un riequilibrio significativo del mercato dei buoni pasto. Secondo Giancarlo Banchieri, presidente di Fiepet Confesercenti, il tetto alle commissioni potrebbe far risparmiare agli esercenti fino a 400 milioni di euro all’anno, offrendo una boccata d’ossigeno a un settore già sotto pressione per i margini ridotti.
Tuttavia, la medaglia ha due facce. Le società emittenti avvertono che la riduzione delle commissioni potrebbe tradursi in costi maggiori per le aziende che acquistano i buoni per i dipendenti, attraverso una riduzione degli sconti sul valore nominale. Questo scenario potrebbe spingere alcune imprese a rimodulare o ridurre gli investimenti nel welfare aziendale.
La sfida sarà mantenere l’equilibrio tra la sostenibilità per gli esercenti e la convenienza per le aziende, preservando uno strumento di welfare che coinvolge milioni di lavoratori italiani.
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Foto: grustock/shutterstock