Il mercato del lavoro italiano si evolve rapidamente, e il 2024 non fa eccezione, con una crescente domanda di figure specializzate e tecniche in vari settori. Ecco un’analisi dei ruoli e dei titoli di studio più ricercati per affrontare il futuro con le competenze giuste.
Cosa è successo
Secondo una recente analisi, tra i profili più richiesti per il 2024 troviamo il security engineer, con stipendi che vanno dai 50.000 ai 70.000 euro annui per esperienze inferiori ai 10 anni. Altre figure di spicco includono i software developer, cruciali per il settore IT, e i tecnici di manutenzione, particolarmente richiesti nel comparto industriale, con retribuzioni che possono superare gli 80.000 euro per i ruoli senior.
Nel settore finance, il Chief Financial Officer e il credit manager emergono come ruoli fondamentali, con stipendi che partono rispettivamente da 90.000 e 45.000 euro annui. Nel comparto retail, profili come store manager ed e-commerce manager continuano a registrare alta domanda, segnalando l’importanza crescente del commercio digitale e del lusso.
Anche il mercato delle lauree si adatta a queste esigenze: percorsi di studio in ingegneria, scienze informatiche e discipline economico-statistiche sono tra i più richiesti. Le lauree STEM garantiscono oltre 70.000 nuove opportunità di lavoro annuali, mentre le scienze economiche offrono fino a 50.000 posizioni ogni anno, sottolineando l’importanza delle competenze analitiche e gestionali.
Infine, il report evidenzia una crescente domanda di diplomati in settori tecnici come meccanica, meccatronica ed energia. Anche l’artigianato e l’industria restano settori strategici, con fabbisogni annui che superano le 70.000 unità.
Perché è importante
Questi trend confermano il crescente ruolo della tecnologia e dell’innovazione nel plasmare il mercato del lavoro. Professioni legate alla transizione digitale e green, come ingegneri energetici e esperti di sostenibilità, stanno diventando essenziali per soddisfare gli obiettivi di sviluppo economico e ambientale sostenibile previsti dal PNRR.
La formazione gioca un ruolo cruciale: il 34% delle nuove posizioni richiede un titolo universitario o professionalizzante, mentre il 48% si concentra su profili con diplomi tecnici. Questo dato sottolinea l’importanza di investire in percorsi di studio che rispondano alle esigenze di mercato, promuovendo anche la formazione continua per adeguarsi ai cambiamenti.
Infine, settori tradizionali come la sanità, l’istruzione e le costruzioni continuano a generare fabbisogni significativi. In particolare, il comparto pubblico italiano richiederà oltre 800.000 nuove assunzioni entro il 2028, con un forte focus su insegnanti, medici e tecnici qualificati, a riprova dell’importanza di una forza lavoro diversificata e ben formata per affrontare le sfide future.
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