Peter Schiff, un noto investitore e commentatore finanziario, ha suscitato polemiche collegando “l’ingresso delle donne sposate nella forza lavoro” all’aumento vertiginoso dei prezzi delle case.
Nell’agosto del 2023, Schiff ha condiviso le sue riflessioni in un post su X e i suoi commenti hanno suscitato reazioni negative. Tuttavia, Schiff ha immediatamente chiarito la sua posizione, spiegando il contesto economico più ampio alla base delle sue osservazioni. Ecco cosa è successo e cosa voleva dire Schiff.
Nel post originale, Schiff ha scritto:
“Il mutuo a tasso fisso a 30 anni ha raggiunto un picco del 18,45% nell’ottobre 1981 e un minimo del 2,65% nel 2021. Il tasso attuale è del 7,4% e in aumento. 40 anni di tassi ipotecari in calo e l’ingresso delle donne sposate nella forza lavoro hanno permesso ai prezzi delle case di crescere molto più velocemente dei redditi. Attenzione!”
“Davvero le donne sono il miglior motivo che riesci a trovare? Pensavo che le tue previsioni fossero ragionevoli fino ad ora”.
Un altro ha scritto:
“Hai appena insultato tutte le donne che hanno lottato con le unghie e con i denti per infrangere le barriere di cristallo, competere sul posto di lavoro [e] portare avanti la certezza progressista della civiltà”.
Un altro utente offeso ha aggiunto:
“Questa è una delle affermazioni più sessiste che abbia mai sentito. Ho perso tutto il rispetto per te”.
In risposta alle reazioni degli utenti, Schiff ha elaborato i suoi commenti nelle risposte agli stessi. Ha spiegato che il suo intento non era quello di incolpare le donne, ma di evidenziare le tendenze economiche e le pressioni inflazionistiche che le hanno spinte a entrare nella forza lavoro.
Schiff si è detto d’accordo con un utente che ha sottolineato come l’ingresso delle donne nella forza lavoro non sia una “causa dell’inflazione” ma piuttosto una risposta ad essa. Gli ha risposto scrivendo:
“Esatto, oltre all’aumento delle tasse. Le tasse e l’inflazione hanno ridotto i guadagni reali degli uomini sposati. Così le loro mogli sono state costrette a trovare un lavoro per compensare questa perdita”.
Schiff sostiene che l’alta inflazione degli anni ’70 e ’80 ha eroso il potere d’acquisto delle famiglie, spingendo molte donne sposate a lavorare per necessità, non per scelta.
Per comprendere il suo punto di vista, è essenziale guardare al contesto economico più ampio. Tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80, l’inflazione impetuosa portò la Federal Reserve ad aumentare il tasso dei fondi federali al 21% nel giugno 1981. Questa mossa mirava a frenare l’inflazione determinata dall’aumento dei prezzi del petrolio, dalla spesa pubblica e dagli aumenti salariali. Il risultato? I tassi ipotecari raggiunsero un picco del 18,45%, rendendo le case molto meno accessibili.
Con l’aumento dei prezzi delle case, molte famiglie avevano bisogno di un doppio reddito per potersele permettere. Secondo Schiff, l’ingresso delle donne nella forza lavoro non è una causa diretta dell’aumento dei prezzi delle case, ma una conseguenza dell’inflazione e dell’aumento del costo della vita.
Schiff ha inoltre evidenziato altri fattori che contribuiscono alla crisi dell’accessibilità abitativa, come le tasse sulla proprietà, le assicurazioni e le spese di manutenzione. Ha avvertito che questi costi continueranno ad aumentare, soprattutto con il persistere delle pressioni inflazionistiche.
Sebbene Schiff intendesse delineare le tendenze economiche, il suo modo di parlare – menzionando in particolare le donne sposate nella forza lavoro – è stato considerato da molti obsoleto e riduttivo. I critici hanno sostenuto che il suo intervento ha minato i progressi delle donne sul posto di lavoro e ha ignorato altri fattori sistemici della crisi immobiliare.
Schiff ha però chiarito che non stava attribuendo colpe. Ha invece sottolineato come i cambiamenti economici abbiano costretto le famiglie ad adattarsi in modi che non erano così comuni nelle generazioni precedenti.
Le sue osservazioni si ricollegano a una discussione più ampia sull’accessibilità degli alloggi. Secondo i dati riportati dal sito Longtermtrends, all’inizio degli anni ’80 il rapporto tra il prezzo della casa e il reddito medio delle famiglie era di circa 4,6. Nel 2022, questo rapporto era salito a oltre 8. Ciò significa che oggi le case sono molto più costose rispetto ai redditi familiari rispetto a quattro decenni fa.
I commenti di Peter Schiff possono essere stati mal formulati, ma evidenziano le pressioni economiche più profonde che influenzano il mercato immobiliare odierno. L’inflazione, l’aumento delle tasse e altri fattori sistemici hanno reso necessario un doppio reddito per molte famiglie. Le tendenze economiche sono complesse e interconnesse e spesso determinano cambiamenti che rimodellano il modo in cui le famiglie vivono e lavorano.
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