3 ETF cinesi che hanno raggiunto nuovi massimi

Di seguito, analizziamo tre prodotti che hanno come sottostante l’economia cinese, in particolare i beni di consumo (primari e voluttuari) e la sanità

3 ETF cinesi che hanno raggiunto nuovi massimi
3' di lettura

Poiché la Cina è il Paese in cui il COVID-19 è apparso per la prima volta, sarebbe facile ignorare il mercato azionario cinese e i relativi ETF, ma la realtà è ben diversa.

L’MSCI China Index è in rialzo dall’inizio dell’anno, cosa che non si può certo dire né dell’MSCI Emerging Markets Index né dell’S&P 500. Ovviamente, i fondi specializzati sulla Cina si stanno rivelando scommesse migliori rispetto ai benchmark più ampi riferiti ai mercati emergenti e se le relazioni commerciali tra Cina e USA si stabilizzassero, o se addirittura migliorassero, questa tendenza potrebbe continuare.

Tuttavia, ci sono anche altri fattori da considerare quando si parla di ETF cinesi. Recentemente, Morgan Stanley ha innalzato le sue previsioni sul CSI 300 Index, e molti economisti ritengono che la seconda economia più grande del mondo registrerà un netto rimbalzo nel quarto trimestre.

Alcuni ETF potrebbero star già scontando questo scenario, incluso il trio seguente, che venerdì scorso ha toccato i massimi storici.

Global X MSCI China Consumer Discretionary ETF (CHIQ)

Il Global X MSCI China Consumer Discretionary ETF (NYSE:CHIQ) avanza a ritmo serrato, in rialzo del 14,13% nell’ultimo mese, una mossa segnata dall’ascesa venerdì scorso nel club dei massimi storici. Ovviamente, un fondo ciclico caratterizzato dal consumo come sottostante con buone prestazioni è un segno che i consumatori cinesi siano sulla strada della ripresa e i dati lo confermano.

Molti investitori negli Stati Uniti conoscono bene il Singles Day cinese, simile all’Amazon (NASDAQ:AMZN) Prime Day, ma la Cina vanta anche un’altra grande giornata di shopping, che si è tenuta peraltro di recente: il Festival 618.

Durante questo evento le vendite complessive sulle piattaforme Alibaba (NYSE:BABA) e JD.com (NASDAQ:JD) hanno superato i 136,5 miliardi di dollari, un dato rilevante per il CHIQ in quanto i due suddetti titoli rappresentano da soli il 16% dell’intero paniere dell’ETF.

ETF Global X MSCI Consumer Staples (CHIS)

Con appena 7,41 milioni di dollari di attivi in gestione, il Global X MSCI Consumer Staples ETF (NYSE:CHIS) non è risaltato come gli altri ETF del settore Cina, ma il fondo fornisce spesso risultati più allettanti rispetto agli equivalenti statunitensi, come evidenziato dal guadagno nel secondo trimestre di quasi il 28%.

Per quanto riguarda il CHIS, un altro punto che viene ignorato è che, dal minimo toccato a marzo dal CSI 300 Index, il settore dei beni di prima necessità condivide la traiettoria dei più interessanti gruppi healthcare e tecnologico come settore più performante in quel periodo.

Global X MSCI China Health Care ETF (CHIH)

A questa lista non può mancare il Global X MSCI China Health Care ETF (NYSE:CHIH), viste le ipotesi secondo cui sarà proprio la Cina a portare sul mercato il primo vaccino contro il coronavirus. È chiaro che alcuni investitori stiano comprando sulla base di queste voci, poiché il CHIH è salito di quasi il 42% nel trimestre in corso e, su base annuale, sta schiacciando sia i rivali globali che quelli statunitensi.

Ci sono dei rischi implicati, ovvero che alla fine potrebbe non essere una compagnia cinese a vincere la corsa per il vaccino anti-COVID, ma un arretramento dei corsi azionari potrebbe essere comunque un’opportunità.

E anche se il COVID-19 venisse sconfitto domani, esistono comunque ancora motivi convincenti per considerare i titoli healthcare cinesi, non ultimo il fatto che il Paese è sede di uno dei grandi mercati della sanità in più rapida crescita al mondo, con una popolazione che sta invecchiando velocemente.