Amazon a caccia di acquisizioni: Macy’s e J.C. Penney nel mirino

Il colosso dell’e-commerce sta pensando di potenziare il suo arsenale real estate e vorrebbe mettere le mani sul mercato dell’abbigliamento al dettaglio

Amazon a caccia di acquisizioni: Macy’s e J.C. Penney nel mirino
6' di lettura

Con 27 miliardi di dollari di liquidità a disposizione e grazie alla robusta crescita economica durante la pandemia di COVID-19 – e vendite previste per il secondo trimestre in aumento di oltre il 27% – si vocifera che Amazon.com Inc (NASDAQ:AMZN) sia alla ricerca di un’acquisizione. Un nome che spunta spesso è l’iconico rivenditore Macy’s Inc (NYSE:M). Un altro è J.C. Penney (OTC:JCPNQ).

Negli ultimi anni entrambe le catene hanno dovuto faticare parecchio, a causa del numero sempre maggiore di consumatori passato agli acquisti online. Inoltre, con la pandemia che costringe alla chiusura grandi porzioni dell’economia, molti retailer prevedono anni finanziari catastrofici e offrono pertanto a un’azienda piena di liquidità come Amazon la possibilità di agire indisturbata.

Ma cosa cerca Amazon da un retailer in difficoltà? Il colosso dell’e-commerce guidato da Jeff Bezos probabilmente vede ciò che gli altri, inclusa Macy’s, vedono: un’opportunità.

L’amministratore delegato di Macy’s, Jeff Gennette, ha infatti dichiarato a J.P. Morgan che vede circa 10 miliardi di dollari di potenziali opportunità “in palio in questo momento”. Anche Macy’s ha valutato possibili acquisizioni nell’ultimo anno, ha affermato Gennette.

È ora di comprare

“Oggi vedi alcuni marchi che si stanno avvalendo dell’articolo 13 o dell’articolo 11 [della legge fallimentare statunitense]”, ha detto Gennette durante la chiacchierata informale del 21 maggio. “Valuteremo con molta attenzione, in base al marchio… e alla posizione.”

I 10 miliardi indicati dall’ad di Macy’s rappresentano una quota di mercato e, a causa dell’ondata di fallimenti che ha colpito il comparto retail già quest’anno e che potrebbe peggiorare se i clienti non tornano presto a frequentare i negozi, ci sono molte opportunità. Già nel 2020, Neiman Marcus, Stage Stores, J.C. Penney e Pier 1 Imports hanno dichiarato bancarotta. Pier 1 Imports sta liquidando tutte le sue operazioni e J.C. Penney sta chiudendo il 30% dei suoi negozi.

La stessa Macy’s è destinata a chiudere circa 125 negozi nei prossimi tre anni, il ché la rende una preda perfetta per Amazon. Seeking Alpha ha affermato che la capitalizzazione di mercato di Macy’s è di 2,15 miliardi di dollari e che l’azienda ha debiti per 5,7 miliardi. Nell’ultimo anno il titolo è sceso di circa il 70%.

A maggio, Women’s Wear Daily ha riferito che Amazon stava discutendo di un’acquisizione della J.C. Penney, citando fonti interne a quest’ultima. Le fonti hanno indicato che Amazon era interessata principalmente alle attività di J.C.Penney inerenti all’abbigliamento, ma anche ad alcuni beni immobili di proprietà dell’azienda.

Anche Macy’s possiede la maggior parte degli immobili in cui si trovano i suoi negozi, quindi l’acquisizione di uno dei due retailer potrebbe fornire ad Amazon una vasta gamma di beni immobili, oltre all’abbigliamento e alle linee di prodotti per la casa. Macy’s possiede anche una solida attività online, poiché realizza tramite e-commerce circa 5 miliardi di dollari all’anno.

Posizione, posizione, posizione

Secondo il resoconto di Women’s Wear Daily, Amazon potrebbe essere interessata a 30 filiali della J.C. Penney nell’ambito di una potenziale acquisizione. S&P Global ha affermato che un’acquisizione completa di beni immobili sarebbe in linea con l’attuale visione del gruppo dirigente del colosso di Seattle.

“Amazon ha recentemente mostrato un vorace appetito per tutti i tipi di beni immobili. Secondo quanto riferito, la società ha esaminato l’acquisto dei grandi magazzini Kohl e AMC Entertainment Holdings Inc., la catena di cinema, e ha in cantiere nuovi concetti per i negozi di alimentari e per i minimarket. Amazon sta anche cercando di espandere e di semplificare il cruciale ultimo miglio di consegna”, afferma il rapporto, aggiungendo che i nuovi immobili potrebbero consentire di aumentare rapidamente il numero dei centri di distribuzione, così da poter raggiungere maggiormente le aree rurali, dove Amazon non è così forte, oppure di consentire ai consumatori di ritirare i prodotti ordinati in negozio.

Proprio martedì, Amazon ha firmato un accordo per un magazzino di quasi 140.000 metri quadri a New York, con un intesa per altri 57.500 metri quadri in una proprietà situata a Brooklyn, sempre a New York. Entrambe le sedi rappresenteranno dei nuovi sviluppi, ma suggeriscono che l’appetito di Amazon nel far continuare a crescere la sua rete di magazzini è ancora forte.

Barron’s, tuttavia, respinge i rumors intorno ad una possibile acquisizione con J.C. Penney, ritenendo invece che Macy’s rappresenti la scommessa migliore per Amazon.

L’appeal dell’abbigliamento

“Amazon ha sempre trovato difficile convincere le grandi aziende di abbigliamento di marca a vendere in modo più aggressivo sul suo sito. Ad esempio, né Ralph Lauren Corp (NYSE:RL), sempre presente nei negozi di Macy’s, né Canada Goose Holdings Inc (NYSE:GOOS), venduta da Bloomingdale’s (e di cui Macy’s è proprietaria) vendono molto su Amazon. L’acquisto di Macy’s potrebbe dunque fornire una soluzione, anche se non è chiaro quanto questi marchi sarebbero reattivi”, ha scritto Barron.

Gli analisti non trovano accordo sulla possibilità che Amazon voglia entrare nel commercio al dettaglio. Nel 2017 il colosso di Seattle ha acquisito Whole Foods per 13,7 miliardi di dollari, aggiungendo al suo portafoglio circa 450 negozi fisici.

Ad ogni modo, l’acquisizione di qualsiasi punto vendita tradizionale comporterebbe delle sfide logistiche. Ma d’altro canto sia i negozi di Macy’s che quelli di J.C. Penney si trovano più vicino al cliente finale di Amazon di quanto non lo siano gli attuali centri di distribuzione della stessa Amazon.

Il settore immobiliare potrebbe dunque rappresentare un mercato strategico per Amazon nella sua battaglia contro Walmart per il dominio online. Entrepreneur.com ha affermato che Walmart Inc (NYSE:WMT) è in grado di consegnare articoli alimentari meno cari del 20% rispetto ad Amazon grazie al posizionamento fisico dei suoi negozi. Walmart inoltre consente il ritiro in negozio degli ordini online sia per i generi alimentari che per i non alimentari, cosa che Amazon può offrire solo nelle sue sedi Whole Foods e Amazon Go.

Secondo un sondaggio di First Insight risalente a novembre 2019, il 55% delle persone ha dichiarato che preferisce fare acquisti su Walmart rispetto ad Amazon, con un aumento dell’8% rispetto a un sondaggio analogo del 2018. Quelli a favore di Amazon sono scesi dal 53% al 45%.

Amazon domina ancora lo spazio dell’e-commerce, ma le stime indicano che la sua quota di mercato è scesa dal 49% nel 2018 al 44% nel 2019, secondo quanto affermato da Bank of America. Sebbene in questo ambito Walmart detenga solo il 7% della quota di mercato, questa percentuale sta crescendo e gran parte lo fa a spese di Amazon. Se Walmart è in grado di sfruttare le sue posizioni fisiche per contenere i costi di spedizione, e dunque i costi delle merci, il suo recente successo nella capacità di rosicchiare quote di mercato ad Amazon potrebbe avere un futuro, e la risposta di Amazon a tutto questo potrebbe essere il grande acquisto di un retailer.

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