I CEO di Amazon, Apple, Facebook e Google davanti al Congresso

Durante la testimonianza alla sottocommissione antitrust del parlamento statunitense, gli ad delle big tech hanno difeso l’operato delle proprie aziende

I CEO di Amazon, Apple, Facebook e Google davanti al Congresso
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Gli amministratori delegati delle principali società tecnologiche statunitensi, tra cui Amazon.com, Inc. (NASDAQ:AMZN), Apple Inc. (NASDAQ:AAPL), Facebook, Inc. (NASDAQ:FB) e Alphabet, Inc. (NASDAQ:GOOG) (NASDAQ:GOOGL) hanno testimoniato a Washington, DC – anche se da località remote – di fronte al sottocomitato antitrust della Camera.

Ogni dirigente ha rilasciato una dichiarazione al Congresso sul perché queste società non starebbero operando in maniera monopolistica.

Google, Apple: utilizzo dei dati All’ad di Google Sundar Pichai è stato chiesto come Google utilizza i dati raccolti da altri siti web per creare le proprie strategie.

“Proprio come altre aziende cerchiamo di comprendere le tendenze dai dati che possiamo osservare, e li usiamo per migliorare il nostro prodotto per i nostri utenti”, ha detto Pichai.

L’ad si è anche difeso sul tema del rapporto fra Google e la Cina, dichiarando al Congresso che la società non offre nessuno dei suoi servizi in Cina e che è “orgogliosa di supportare il governo degli Stati Uniti”. Pichai ha aggiunto che le affermazioni secondo le quali Google starebbe lavorando con le forze armate cinesi sono “assolutamente false”.

Il CEO di Apple, Tim Cook, ha difeso il trattamento riservato da Apple agli sviluppatori che vendono le loro app tramite l’App Store. Il parlamentare della Georgia Hank Johnson ha chiesto a Cook se a tutti gli sviluppatori fosse stata concessa la possibilità di avuto l’opportunità per i loro utenti di eludere la possibilità che Apple trattenga il 30% dalle vendite, dopo un recente accordo che ha permesso agli utenti di Amazon Prime di fare la stessa cosa.

“È disponibile per gli sviluppatori che soddisfano le condizioni, sì”, ha detto Cook.

Facebook e l’acquisizione dei competitor Il CEO di Facebook Mark Zuckerberg è stato messo sotto torchio per l’acquisizione di Instagram da 1 miliardo di dollari avvenuta nel 2012.

“All’epoca quasi nessuno pensava a loro come a un social network generale o a competere con noi in quello spazio”, ha detto Zuckerberg. “L’acquisizione ha avuto un enorme successo”.

Zuckerberg ha detto che al momento dell’acquisizione non era garantito che Instagram avrebbe avuto successo. L’ad è stato anche criticato per l’acquisizione di WhatsApp da parte di Facebook per 19 miliardi di dollari avvenuta nel 2014.

“Con il senno di poi probabilmente sembra ovvio che Instagram avrebbe raggiunto la grandezza che ha oggi, ma in quel momento era tutt’altro che ovvio”, ha detto Zuckerberg al Congresso.

Amazon e il mantenimento del panorama competitivo Jeff Bezos, ad di Amazon, è stato interrogato in merito a un recente rapporto del Wall Street Journal secondo cui i dipendenti Amazon utilizzerebbero dati non aggregati di venditori di terze parti sulla propria piattaforma per determinare la strategia del proprio marchio commerciale. Bezos ha dichiarato che Amazon sta indagando sui reclami e che ha messo in atto politiche utili a salvaguardare i dati dei venditori.

“Se scoprissimo che qualcuno l’ha violata, prenderemmo provvedimenti”, ha detto Bezos.

La parlamentare Lucy McBath ha riprodotto di fronte a Bezos una registrazione audio di una donna che sosteneva che il suo negozio online fosse stato rimosso da Amazon senza spiegazioni, anche se aveva seguito tutte le regole aziendali.

“Non è l’approccio sistematico che adottiamo, te lo posso assicurare. Non sono nemmeno sicuro di cosa stia succedendo in questo racconto”, ha affermato Bezos.

Il punto di vista di Benzinga Mercoledì per gli investitori non sono arrivate notizie eclatanti dalla testimonianza al Congresso. Gli investitori ora faranno ancora più attenzione per vedere se la testimonianza si tradurrà effettivamente in eventuali provvedimenti normativi o in azioni potenzialmente dirompenti.