Facebook e Google dovranno pagare i media australiani

Le due big tech saranno le prime compagnie che dovranno versare dei pagamenti per poter utilizzare i contenuti generati dai media australiani

Facebook e Google dovranno pagare i media australiani
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I colossi tech come Facebook Inc (NASDAQ:FB) e Google, consociata di Alphabet Inc (NASDAQ:GOOGL) (NASDAQ:GOOG), dovranno pagare per i contenuti delle notizie generati dai media australiani, secondo quanto riferito da Bloomberg.

Cosa è successo

L’Australia ha presentato un progetto di legge, aperto alla consultazione fino al 28 agosto, che inizialmente si applicherà solo a Google e Facebook, ma che in seguito potrebbe essere esteso ad altre società, ha osservato Bloomberg.

La legislazione che entrerà in vigore nel corso dell’anno consentirà ai media più piccoli di negoziare direttamente la compartecipazione ai ricavi coi colossi tech.

Secondo il ministro delle finanze australiano Josh Frydenberg, entrambe le società sarebbero tenute a negoziare in buona fede con i media locali la condivisione dei ricavi. Se non viene raggiunto un accordo, si verificherà un processo arbitrale vincolante e potrebbero essere applicate sanzioni fino a 7 milioni di dollari, ovvero il 10% delle entrate locali.

Google ha dichiarato di essere “profondamente delusa” e ha definito l’azione del governo australiano “oppressiva”.

Facebook ha osservato che sta analizzando la mossa del governo australiano “per comprendere l’impatto che avrà sul settore, sui nostri servizi e sui nostri investimenti nell’ecosistema delle notizie in Australia”.

Perché è importante

La legge ha anche altre implicazioni, tra cui l’obbligo di comunicare con 28 giorni di anticipo eventuali modifiche dell’algoritmo ai media che influiscono sul traffico e sul posizionamento delle notizie dietro ai paywall, secondo Bloomberg.

I colossi del tech dovranno anche informare le aziende di media sui dati che raccolgono dai lettori, incluso il tempo dedicato a un determinato articolo.

Ad aprile le autorità antitrust francesi avevano ordinato a Google di avviare discussioni con gli editori di notizie sull’uso dei loro contenuti ai fini di aggregazione delle notizie, secondo quanto riportato da TechCrunch.

Germania e Spagna, che avevano precedentemente approvato leggi simili, non erano riusciti a convincere Google a pagare i media che fornivano loro le notizie.

Movimento dei prezzi

Nel pre-market di venerdì le azioni di Classe A di Alphabet sono in rialzo dello 0,3%, a 1.543,25 dollari, mentre le azioni di Classe C registrano un aumento dello 0,6%, a 1.541,00 dollari.

Al momento della pubblicazione dell’articolo le azioni di Facebook erano balzate in avanti del 6%, a 248,61 dollari.

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