Novavax, Pfizer, Moderna: confronto tra vaccini Covid

Un confronto tra i vaccini, le dosi, le popolazioni target, la logistica e l’efficacia dei farmaci prodotti da Novavax, Pfizer e Moderna

Novavax, Pfizer, Moderna: confronto tra vaccini Covid
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Per Novavax, Inc. (NASDAQ:NVAX) vale il detto “meglio tardi che mai”, ora che l’azienda biofarmaceutica ha finalmente annunciato i risultati provvisori della parte statunitense e messicana dello studio di fase 3 su NVX-CoV2371, il suo candidato vaccino contro il nuovo coronavirus.

Ecco allora una prospettiva comparativa sui candidati vaccini di Novavax e di quelli delle capofila, Pfizer Inc. (NYSE:PFE) BioNTech SE (NASDAQ:BNTX), Moderna, Inc. (NASDAQ:MRNA), i cui vaccini sono già autorizzati sul mercato.

Tipi di vaccino

NVX-CoV2371 di Novavax è un vaccino anti-Covid che si basa su proteine di nanoparticelle ricombinanti, confezionato con Matrix-M, l’adiuvante proprietario dell’azienda.

I prodotti di Pfizer-BioNTech e Moderna sono vaccini a mRNA, ovvero vaccini moderni che funzionano utilizzando un codice genetico chiamato RNA messaggero, il quale istruisce le cellule del sistema immunitario a produrre la proteina spike, quella che si trova sulla superficie del virus che causa il COVID-19.

La proteina spike, sebbene innocua, è in grado di stimolare il sistema immunitario a produrre anticorpi che offrono protezione contro eventuali infezioni future.

Il vaccino di Novavax è un adiuvante proteico che contiene la proteina spike del coronavirus stesso, ma formulata come una nanoparticella che non può causare la malattia; il vaccino iniettato, dunque, stimola il sistema immunitario a produrre gli anticorpi e le risposte immunitarie dei linfociti T.

Le dosi dei vaccini

I vaccini di ciascuna delle tre società richiedono due dosi; ogni dose è composta da 30 microgrammi (mcg) per Pfizer e 100 mcg per Moderna, mentre per Novavax ogni dose di vaccino è composta da una co-formulazione di 5 mcg di NVX-CoV2371 e 50 mcg di adiuvante Matrix-M1.

L’intervallo tra le due dosi, quella di innesco (priming) e quella di richiamo, è di 21 giorni ciascuno per Pfizer e Novavax e di 28 giorni per Moderna.

La popolazione target

Lo studio originale di fase avanzata eseguito da Pfizer-BioNTech ha valutato il vaccino nei partecipanti di età pari o superiore a 16 anni; lo studio ha arruolato 43.448 partecipanti.

Lo studio COVE di fase 3 di Moderna ha arruolato 30.000 partecipanti di età pari o superiore a 18 anni.

Da allora, queste due società hanno ottenuto le autorizzazioni per l’utilizzo dei rispettivi vaccini negli adolescenti.

Entrambe le aziende, inoltre, hanno avviato studi sulla popolazione di età pediatrica.

Lo studio di Novavax ha arruolato 29.960 partecipanti di età pari o superiore a 18 anni in 119 siti negli Stati Uniti e in Messico; intanto prosegue la parte controllata con placebo dello studio PREVENT-19 negli adolescenti di età compresa tra 12 e meno di 18 anni, e recentemente è stato completato l’arruolamento con 2.248 partecipanti.

Logistica dei vaccini

Pfizer ha recentemente ottenuto l’autorizzazione della Food and Drug Administration (FDA) per la conservazione in frigorifero delle fiale di vaccino non diluite e scongelate a una temperatura compresa fra 2 e 8 °C, per un periodo massimo di un mese.

In precedenza, le fiale di vaccino scongelate e non diluite potevano essere conservate in frigorifero per un massimo di cinque giorni. Il vaccino Moderna può essere conservato in frigorifero a una temperatura compresa fra 2 e 8 °C per un periodo massimo di 30 giorni antecedenti al primo utilizzo.

NVX-CoV2373 può essere conservato stabilmente a una temperatura di 2-8 °C, consentendo così l’uso dei canali di supply chain esistenti per la distribuzione del vaccino; il prodotto viene confezionato con una formulazione liquida pronta all’uso in flaconcini da 10 dosi.

Efficacia del vaccino

I dati provvisori degli studi di Fase 3 di Pfizer-BioNTech pubblicati a dicembre hanno mostrato che il vaccino è stato ben tollerato e ha dimostrato un’efficacia del 95% nella prevenzione del COVID-19 nei soggetti senza precedente infezione nei sette giorni o più successivi alla seconda dose. I risultati topline aggiornati diffusi fino a sei mesi dopo la seconda dose hanno confermato un’efficacia del 91,3%.

Il vaccino è risultato efficace al 100% contro la malattia in forma grave, come definito dagli U.S. Centers for Disease Control and Prevention, e al 95,3% contro il COVID-19 in forma severa, come definito dall’FDA. Il prodotto si è anche dimostrato efficace contro la variante britannica in alcuni studi di laboratorio.

Il vaccino di Moderna ha mostrato un’efficacia del 94,1% contro il COVID-19; a maggio la società ha annunciato i dati iniziali del suo studio di fase 2, che mostrano come una singola dose da 50 mcg di mRNA-1273 o mRNA-1273.351 somministrata come richiamo a individui precedentemente vaccinati abbia aumentato le risposte dei titoli anticorpali neutralizzanti sia contro il SARS-CoV-2 che contro due varianti che hanno destato preoccupazione, la B.1.351 – identificata per la prima volta in Sud Africa – e la P.1 – identificata per la prima volta in Brasile.

Il vaccino sperimentale di Novavax ha mostrato una protezione del 100% contro la malattia in forma moderata e grave, che però non riguarda le varianti di preoccupazione o di interesse.

Contro queste ultime l’efficacia è risultata del 93,2%; nelle fasce di popolazione ad alto rischio, ovvero nei soggetti sopra i 65 anni o sotto i 65 anni con determinate co-morbilità o con circostanze di frequente esposizione al COVID-19, l’efficacia è stata del 91%.

L’efficacia complessiva è pari al 90,4%, raggiungendo l’endpoint primario.

Cantor Fitzgerald sul vaccino Novavax

Un fattore di differenziazione per NVX-2373 è il fatto che il vaccino ha mostrato un’efficacia del 93,2% contro le varianti di preoccupazione o di interesse, il che dimostra che il prodotto protegge da un’ampia gamma di ceppi del SARS-CoV-2, secondo quanto affermato dall’analista di Cantor Fitzgerald Charles Duncan in una nota di lunedì mattina.

“Nel complesso, questi risultati rafforzano la nostra convinzione di un profilo clinico e logistico differenziato da parte del candidato vaccino contro il SARS-CoV-2 ‘2373”, ha affermato l’analista.

La dimostrazione dell’efficacia contro i nuovi ceppi in due studi clinici di fase 3, piuttosto che l’estrapolazione della possibile efficacia da un test sugli anticorpi neutralizzanti condotto in una piastra di Petri, differenzia NVX-CoV2373 dagli altri vaccini che hanno ottenuto l’autorizzazione all’uso di emergenza, ha proseguito l’esperto.

Questo profilo, secondo Duncan, riduce il rischio normativo/commerciale per il candidato vaccino profilattico 2373 e, con i dati positivi di Fase 3 per NanoFlu riportati a marzo del 2020, dovrebbe migliorare il profilo della piattaforma Novavax nel suo insieme.

Dati sulla sicurezza del vaccino

Il vaccino Pfizer-BioNTech ha mostrato un profilo di tollerabilità e sicurezza favorevole, con gli eventi avversi più comuni di BNT162b2 che si sono rivelati transitori: dolore da lieve a moderato al sito di iniezione, affaticamento e mal di testa. Generalmente i sintomi sono svaniti entro due giorni.

Per il vaccino Moderna, le reazioni avverse più comuni includevano dolore al sito di iniezione, affaticamento, mialgia, artralgia, mal di testa ed eritema/arrossamento al sito di iniezione; le reazioni avverse sollecitate sono aumentate in frequenza e gravità nel gruppo mRNA-1273 dopo la seconda dose.

I dati preliminari di sicurezza dallo studio Novavax hanno mostrato che il vaccino è generalmente ben tollerato; gli eventi avversi seri e gravi sono stati pochi e bilanciati fra i gruppi vaccino e placebo.
Nel valutare la reattogenicità sette giorni dopo la dose uno e la dose due, i sintomi più comuni a livello locale (di durata inferiore a tre giorni) sono stati dolore e indolenzimento al sito di iniezione, generalmente di gravità compresa fra lieve e moderata. Affaticamento, mal di testa e dolori muscolari sono stati i sintomi sistemici più comuni, di durata inferiore a due giorni.