Non farsi distrarre dalla “grande confusione” su tassi e inflazione

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La Fed non è diventata un falco ma solo appena meno colomba. E i rendimenti dei Treasury raccontano solo un riposizionamento tattico per la stanchezza del rally dei titoli ciclici

Partiamo da un paio di ‘grani di sale’ di verità raccolti navigando in rete, ovviamente su siti a stelle e strisce. Il primo è che l’ultima riunione del FOMC della Fed, che ha fatto inflazionare il termine ‘falchi’ su giornali e tv, ha segnato in realtà solo ‘il picco’ dell’atteggiamento da colomba di Jay Powell e compagni, una vetta da cui si può solo cominciare a scendere verso valle, magari con passo cauto da montanaro perché le discese sono più pericolose delle salite. Il secondo ci dice che Powell ha e continuerà ad avere ‘tolleranza zero’ non sull’alta inflazione, come i banchieri centrali degli anni ’80 del secolo scorso, ma sull’alta disoccupazione. Quindi, parafrasando la prima strofa di Blowing in the Wind di Bob Dylan, forse la domanda giusta da farsi è “quanto dovrà volare ancora la colomba Fed prima di potersi adagiare sulla pianura di una ripresa robusta con piena occupazione sostenibile e duratura?”. Visto che il volteggiare di falchi immaginari attirati dall’inflazione galoppante in arrivo non ha prodotto l’impennata dei rendimenti dei Treasury profetizzata dai guru, spesso autoproclamati tali, sta girando un’altra profezia che sembra altrettanto infondata: l’appiattimento della curva dei tassi USA, che potrebbe preannunciare una recessione in arrivo.

S&P 500 E CURVA DEI RENDIMENTI DEI TRASURY A 1 E 10 ANNI (RECESSIONI IN GRIGIO) A GIUGNO 2021

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Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge.com.