Questi i 3 fattori che tengono Dogecoin lontana dalla Luna?

Analizziamo tre motivi per cui, secondo i suoi detrattori, la meme coin a tema Shiba Inu potrebbe non riuscire a salire ancora  

Questi i 3 fattori che tengono Dogecoin lontana dalla Luna?
3' di lettura

Dogecoin (CRYPTO:DOGE) ha una capitalizzazione di mercato di 30,33 miliardi di dollari e al momento della pubblicazione risulta la sesta maggior criptovaluta al mondo.  

La meme coin a tema Shiba Inu ha trovato il supporto degli investitori al dettaglio e di personalità come il CEO di Tesla Inc (NASDAQ:TSLA) Elon Musk; il ventre molle tecnico della criptomoneta, tuttavia, si è anche guadagnato aspre critiche. Ecco tre punti di contesa fra fedelissimi e detrattori di DOGE.

Disponibilità di DOGE

Al momento della stesura di questo articolo, DOGE aveva una disponibilità in circolazione di quasi 130,16 miliardi di monete, rispetto a quella della principale criptovaluta al mondo, Bitcoin (CRYPTO:BTC), di soli 18,74 milioni di monete. 

La disponibilità di DOGE aumenta di circa 5 miliardi di monete all’anno; quest’offerta elevata è spesso ritenuta un fattore negativo per la meme coin, mentre è stata menzionata come un elemento di vantaggio da Musk.

“Doge sembra essere inflazionistica, ma non in modo significativo (numero fisso di monete per unità di tempo)”, ha detto Musk a febbraio.

Anche il proprietario dei Dallas Mavericks, Mark Cuban, non vede la disponibilità di DOGE come un fattore limitante, e ha affermato che: “Qualsiasi asset che ha inflazione per definizione è ‘infinito’ [ma] ciò non lo riduce”.

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L’imprenditore miliardario ha affermato che l’aumento della disponibilità cambia l’utilità di DOGE “da riserva di valore a, potenzialmente, valuta digitale”.

“È il fatto che ne creano [5 miliardi all’anno] a mantenere basso il prezzo per moneta, il che la rende più accessibile”.

Il co-creatore di Dogecoin, Billy Markus, ad aprile ha spiegato che solo “l’acquisto e la vendita” sono importanti per il prezzo, aggiungendo che il valore della moneta le è stato “attribuito dalle persone”.

Tasso di hash

Al momento della pubblicazione, il tasso di hash di Dogecoin è di 237,8 Thash/sec, mentre l’hash rate di Bitcoin è di 97,706 Ehash/secondo, in base ai dati di BitInfoCharts.com; un Thash/sec significa un trilione di hash al secondo, mentre un Ehash/sec è un quintilione di hash al secondo.

Un tasso di hash più alto indica che viene dedicata una maggiore quantità di potenza di calcolo al mantenimento della blockchain, il che rende più difficile prenderne il controllo della rete o interromperla.

Ad aprile Markus ha dichiarato che DOGE è risultata “una delle coin più sicure” sulla blockchain Proof of Work; Markus ha fatto riferimento all’implementazione della moneta AuxPOW nel 2014 come il momento in cui la cripto meme ha raggiunto un elevato grado di sicurezza.

Questa visione di Markus è stata ribadita da Jason Lau, direttore operativo di OkCoin, il quale ha dichiarato a Benzinga che Dogecoin è stato “reso sicuro dalla proof of work e non ha mai avuto problemi di sicurezza“.

Aumento di livello per DOGE

A febbraio l’annuncio della distribuzione di Dogecoin Core 1.14.3 ha portato a dei miglioramenti non immediatamente visibili per la moneta meme; ciononostante, la mancanza di sviluppo è stata criticata da alcuni, i quali indicano che la pagina Github di DOGE non ha registrato molto movimento dal 2017. 

Il co-fondatore di Ethereum (CRYPTO:ETH) Vitalik Buterin ha affermato che esistono “sottili fattori tecnici” che limitano lo scaling di Dogecoin.

Il mese scorso anche Musk ha subito alcune critiche per aver affermato di essere al lavoro con gli sviluppatori di Dogecoin all’”efficienza delle transazioni di sistema” della coin. 

È importante rilevare, comunque, che il subreddit di Dogecoin ha superato i 2 milioni di iscritti dopo che a maggio Musk ha invitato i suoi follower sui social media a presentare idee per lo sviluppo di DOGE su Reddit e GitHub.

Alcune idee per migliorare Dogecoin sono arrivate dal fondatore di Cardano (CRYPTO:ADA) Charles Hoskinson e da un ricercatore, il quale ha suggerito di utilizzare Starlink, il servizio satellitare della SpaceX di Musk, per migliorare la connettività fra i miner.