BlueBay: la “stretta” cinese non deve ingannare, in realtà punta allo sviluppo sostenibile

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Mark Dowding, CIO di BlueBay, riVirgitiene sbagliata l’interpretazione secondo cui Pechino si sta allontanando dal modello basato sul mercato e vede nelle recenti mosse un approccio politico ispirato dai fattori ESG

Gli asset cinesi sono tornati sotto pressione dopo l’ultima ‘stretta’ del governo che ha colpito le imprese di tutoraggio doposcuola, dopo il giro di vite sui big tecnologici come Didi, portando alcuni investitori a lamentare che Pechino si sta allontanando dal modello economico basato sul mercato. Ma Mark Dowding, CIO di BlueBay, ritiene che le mosse siano invece molto coerenti con gli obiettivi strategici del piano quinquennale, che mira a sopprimere le tre “montagne” fatte di alti costi immobiliari, educativi e sanitari, che stanno schiacciando economia e società e che possono essere anche responsabili dell’abbassamento della natalità e delle preoccupazioni demografiche legate l’invecchiamento della popolazione.

L’APPROCCIO CINESE ALL’ESG

Nella sua ‘settimana dei mercati’ Mark Dowding sostiene che l’approccio cinese all’ESG influenza i mercati più della Fed e spiega che il dialogo intrattenuto da BueBay con i politici cinesi ha portato a diverse conclusioni che concorrono alla sua analisi. La prima è che nessuna azienda è troppo grande per fallire e, in Cina, più grandi si è, più si deve essere socialmente responsabili. Poi ci sono i problemi di sicurezza che sorgono quando si esce dall’ombrello normativo cinese, come quando le aziende cinesi si quotano a New York. Inoltre, i settori strategici devono adottare una dimensione sociale nei modelli di business, perché la politica cinese vuol proteggere il lavoro, le piccole e medie imprese e chi è minacciato dal capitale monopolistico…

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Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge.com.