S&P 500, un’ondata di buyback è dietro l’angolo?

Secondo DataTrek Research, quest’anno la crescita degli utili rispetto al 2020 porterà a un aumento dei riacquisti di azioni proprie da parte delle aziende

S&P 500, un’ondata di buyback è dietro l’angolo?
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Gli analisti prevedono che quest’anno gli utili dell’S&P 500 mostreranno un aumento del 40,7% grazie al confronto estremamente facile con gli utili registrati nell’anno della pandemia. Nicholas Colas, co-fondatore di DataTrek Research, martedì ha dichiarato che una delle conseguenze di questa esplosione nella crescita degli utili probabilmente sarà un enorme aumento dei riacquisti di azioni proprie da parte delle aziende dell’S&P 500.

I numeri

Prima della pandemia, nel 2019 le società dell’S&P 500 avevano registrato un utile operativo netto di 1.305 miliardi di dollari; circa 485 miliardi di dollari di questi profitti (il 37%) sono andati ai dividendi, mentre 729 miliardi (il 56%) sono andati ai riacquisti di azioni proprie.

Nel 2018 e nel 2019, il 99% e il 93% degli utili operativi netti dell’S&P 500 sono andati ai dividendi o ai buyback.

“Con gli utili dell’S&P ora in rialzo del 23% rispetto al 2018-19 (162 dollari per azione allora, 200 dollari per azione adesso), prevediamo che nel resto del 2021 e nel 2022 molte società dell’indice incrementeranno drasticamente il loro rendimento di liquidità verso gli azionisti”, ha detto Colas.

Più buyback che dividendi

Secondo quanto affermato da Colas, gli investitori dovrebbero prevedere che nel clima attuale le aziende daranno la priorità ai riacquisti rispetto ai dividendi, date le incertezze che ci attendono nel 2022 e oltre.

In caso di un’altra recessione economica, gli investitori tendono a reagire in modo maggiormente negativo al taglio dei dividendi rispetto a una pausa nei riacquisti, dunque secondo Colas per ora gli investitori dovrebbero aspettarsi che una percentuale relativamente alta di profitti in eccesso verrà indirizzata verso i buyback.

Nel primo trimestre di quest’anno le società dell’S&P 500 hanno riacquistato azioni proprie a un tasso annuo di circa 712 miliardi di dollari.

Se queste società dovessero tornare ai livelli del 2018 e del 2019 in base alle aspettative aggiornate sugli utili, riacquisterebbero azioni proprie a un tasso annuale di circa 1.000 miliardi di dollari, ha affermato Colas; in altre parole, nei prossimi trimestri gli investitori possono prevedere riacquisti per almeno altri 250 miliardi di dollari al trimestre.

Un maggior numero di buyback è generalmente una buona notizia nel complesso per l’SPDR S&P 500 ETF Trust (NYSE:SPY), ma un semplice ritorno ai livelli di rendimento sul capitale pre-pandemici non è un catalizzatore particolarmente rialzista.

“Un grande aumento dei riacquisti di azioni proprie è quindi certamente una buona, ma non eccezionale, notizia per l’azionario statunitense”, ha dichiarato Colas.

Il punto di vista di Benzinga

Gli investitori devono comprendere che un possibile aumento dei buyback impatterà alcuni settori di mercato molto più di altri; Colas, infatti, ha spiegato che i soli settori tecnologico e finanziario hanno rappresentato il 52% di tutti i buyback effettuati negli ultimi cinque anni da società appartenenti all’S&P 500.