Renault, Nissan e Toyota a corto di chip

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I componenti per auto cominciano seriamente a scarseggiare costringendo i più importanti car-maker a rivedere i piani di produzione. Una crisi, che secondo alcune stime, costerà 180 miliardi di euro

La crisi dei semiconduttori sta diventando a tutti gli effetti uno dei principali rischi economici del 2021, e sta costringendo i principali gruppi automobilistici a ridurre, o addirittura sospendere, la produzione con una diretta conseguenza sui prezzi dei veicoli. La “chip shortage” non è confinata ad un solo continente, come ricordato su questo giornale nell’ultimo articolo su Stellantis, ma sta mandando in tilt i più importanti car-maker di tutto il mondo. Secondo le stime della società di consulenza AlixPartners, le perdite derivanti dalla mancanza di semiconduttori costerà all’industria una cifra intorno ai 180 miliardi di euro (lo scorso maggio le stime erano sui 93,7 miliardi), con 77 milioni di veicoli prodotti dai quasi 85 milioni previsti ad inizio 2021.

RENAULT PERDE 500 MILA AUTO

Proprio a causa della mancanza di componenti, la società francese ha comunicato un taglio della produzione di 500.000 veicoli quest’anno, oltre il doppio rispetto alle 220.000 unità stimate a inizio settembre, con un portafoglio ordini che ha toccato i massimi in 15 anni, equivalente alle vendite di poco meno di 3 mesi. Inoltre, i depositi auto hanno visto un calo di 340.000 unità da 470.000 del 2020. A questo, si aggiungono gli effetti sui bilanci. Infatti, a causa dei prezzi delle automobili più elevati, con un calo del 22,3% nelle vendite globali, i ricavi per il terzo trimestre sono diminuiti del 13,4% a 8,98 miliardi di euro da 10,37 miliardi dello scorso anno. Nonostante tutto, la società ha confermato la previsione per il margine operativo annuale intorno al 2,8%…

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Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge.com.