L’Energy crunch non solo causa inflazione, ma può frenare la crescita

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Il Bond Bulletin settimanale del team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan AM consiglia gli investitori obbligazionari di andare su duration brevi. Europa più esposta al caro energia

Mentre il dibattito sull’inflazione si fa sempre più acceso, è utile esaminare i fattori che determinano il rialzo e le implicazioni sulle politiche delle Banche Centrali a termine. I prezzi elevati dell’energia si ripercuotono sull’inflazione e potrebbero, indirettamente, far salire i rendimenti obbligazionari. Per questo nell’attuale contesto, la scelta migliore per gli investitori sarebbe posizionare i portafogli per una duration breve. Inoltre, l’impennata dei prezzi dell’energia espone più l’Europa fortemente dipendente dalle importazioni a un rischio elevato, mentre avvantaggia i Paesi esportatori. Con tassi d’inflazione di breakeven a 10 anni già sui massimi post-2008 nel Regno Unito, ai massimi decennali in Germania e al livello più alto da maggio negli Stati Uniti, gli investitori dovrebbero tentare di capire quando il mercato smetterà di guardare al caro energia come causa di forte inflazione per considerarlo un freno alla crescita.

ONDATA INFLAZIONISTICA PIÙ LUNGA DEL PREVISTO

Sono le conclusioni del Bond Bulletin settimanale, a cura dal team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan Asset Management, secondo cui i mercati obbligazionari dovranno confrontarsi con un’impennata inflazionistica più lunga del previsto. Negli Stati Uniti, a settembre l’inflazione ha bissato l’incremento più consistente dal 2008, e le Banche Centrali temono sempre più che se il fenomeno dovesse persistere, potrebbe a lungo andare, sfociare in rivendicazioni salariali e incidere sulle aspettative. A novembre la Fed dovrebbe annunciare il ridimensionamento degli acquisti, Banca d’Inghilterra ha prospettato la possibilità di un rialzo dei tassi, mentre esattamente opposto è l’orientamento della BCE…

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Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge.com.