Bitcoin scende sotto i $45.000, dovremmo preoccuparci?

Mentre il Parlamento Europeo approva una bozza di legge contro l'antiriciclaggio, la principale criptovaluta al mondo ha osservato un deprezzamento significativo, che sembra però debba attribuirsi anche ad altri fattori.

Bitcoin scende sotto i $45.000, dovremmo preoccuparci?
2' di lettura

Ieri notte il prezzo di Bitcoin (CRYPTO:BTC) è sceso sotto i 45.000 dollari. Cerchiamo di capire quali possono essere le ragioni di questo improvviso deprezzamento e cosa aspettarci per i prossimi giorni

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Quali possono essere i motivi?

Osservando da vicino il grafico da Bitcoin in un orizzonte più ampio, la prima criptovaluta al mondo è salita significativamente, raggiungendo i 48.157,30 dollari prima di ridiscendere nuovamente.

Il calo è probabilmente legato ai timori per la nuova regolamentazione europea per l’antiriciclaggio; questo infatti andrebbe ad aumentare significativamente gli oneri a carico degli exchange relativamente alla comunicazione delle transazioni da parte di wallet anche privati. Tuttavia il ribasso, avvenuto in due tempi distinti, sembra scontare soprattutto le rinnovate tensioni geopolitiche.

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A riprova di questo andrebbe esaminato il grafico della criptovaluta nell’ultima settimana; aumenti e diminuzioni di prezzo hanno seguito l’andamento del conflitto tra Russia e Ucraina.

Cos’altro possiamo osservare?

Il dato più interessante potrebbe essere invece quello rilevato dall’analista di criptovalute Marco Cavicchioli. Ieri infatti abbiamo visto una minore correlazione tra Bitcoin e US10Y, ossia il rendimento dei titoli di stato decennali USA, che sono scesi mentre Bitcoin restava invariato.

Successivamente, l’US10Y ha visto un significativo rialzo, segnalando un aumento della propensione al rischio, mentre così non è stato per Bitcoin.

In prospettiva

Le criptovalute hanno dimostrato nelle ultime settimane tutta la loro forza sia come riserve di valore che come strumento di finanziamento. Le donazioni a favore del governo ucraino infatti hanno raggiunto i 100 milioni di dollari, mentre il 12,7% degli ucraini ha scelto di detenere criptovalute.

Anche se gli exchange potrebbero incontrare diversi ostacoli lungo la strada, Bitcoin non sembra dover temere la regolamentazione europea; proprio oggi Vitalik Buterin, il programmatore russo-canadese che ha co-fondato Ethereum (CRYPTO:ETH) ha dedicato un articolato post alla difesa del massimalismo di Bitcoin.

L’elevato tasso di diffusione della criptovaluta e la sua progressiva accettazione da parte di molti governi nazionali dovrebbero quindi rassicurare gli investitori; al netto della situazione geopolitica su cui è difficile esprimere previsioni, infatti, possono contare su una valuta eccezionale, forse prima di tutto, anche per la tecnologia che la governa.

Infine, vale la pena ricordare che la normativa europea è ancora allo stadio di bozza di legge, e potremmo aspettarci modifiche anche sostanziali in sede di approvazione.

Al momento della publbicazione BTC scambiava a 45.139,60 dollari, in ribasso dello 0,85%.

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