Ecco le strategie di Pictet Asset Management per accelerare la transizione energetica e climatica

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I fondi tematici Pictet-Global Environmental Opportunities e Pictet-Clean Energy Transition, puntano all’utilizzo equilibrato delle risorse integrando l’innovazione tecnologica per il passaggio a fonti rinnovabili

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Per molti millenni i livelli di Co2 in atmosfera sono oscillati tra 170 e 280 parti per milione (ppm). Negli anni ’50 le misurazioni effettuate da Charles David Keeling riportavano livelli stabili attorno a 310 ppm. In una settantina d’anni, con l’inizio dell’era industriale e l’intensificarsi dell’attività umana e della produzione di anidride carbonica, si è scatenata un’accelerazione. Dalle rilevazioni dell’Osservatorio di Mauna Loa, alle Hawaii, che monitora la concentrazione di anidride carbonica (Co2) presente nell’atmosfera, è infatti emerso che da aprile 2018 il livello mensile medio di Co2 si è sempre attestato sopra 410 parti per milione (ppm) toccando quota 418 ppm a ottobre.

EFFETTI CATASTROFICI

“Se le cose non cambieranno, entro mezzo secolo, se non prima, potremmo raggiungere le 500 ppm, un livello che potrebbe causare un aumento della temperatura media globale di 6°C, ossia quattro volte il limite massimo prospettato dagli accordi sul clima di Parigi (COP21). Con effetti catastrofici, a meno che non si ristabilisca quell’armonia che oggi appare rotta” fa sapere Paolo Paschetta, Equity Partner, Country Head Italia di Pictet Asset Management

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Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge.com.