Schroders vede un trend in ascesa nonostante le disruption di breve periodo dovuta all’impatto dell’inflazione sui costi e alle strozzature delle catene di approvvigionamento delle componenti
Continuano ad esserci validi motivi per investire nelle aziende esposte al tema della transizione energetica, con le politiche di supporto dei governi e la visibilità degli investimenti che stanno aumentando di giorno in giorno. L’interesse degli investitori continua ad essere molto forte a dato il recente e sano calo dei prezzi delle azioni del comprato anche che il trade off tra rischio e rendimento è migliorato notevolmente negli ultimi mesi. Ma conviene comunque continuare a essere cauti, perché ci sono infatti alcuni potenziali minacce che potrebbero interessare quest’area.
INFLAZIONE VENTO CONTRARIO
Lo sottolinea un commento di Mark Lacey, Head of Global Resource Equities, di Schroders, secondo cui in questa fase l’inflazione e il suo impatto sui costi di produzione e sulla gestione delle catene di approvvigionamento rappresenta senza dubbi uno dei maggiori venti contrari esterni per tutti i settori, e il settore della transizione energetica non ne è immune. Infatti è esposto all’aumento dei prezzi delle commodity: i produttori di apparecchiature elettriche, turbine eoliche o persino pile a combustibile sono esposti all’aumento dei prezzi dell’acciaio, dell’alluminio o del rame…
Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge.com.