L’incertezza non può essere sottovalutata ma le ripercussioni sui settori statunitensi automobilistico e dell’energia fanno emergere un rischio di maggiore inflazione e modifiche nelle spese dei consumatori
I dazi sono ovviamente un argomento che sta dominando il dibattito in questo momento. In quest’ottica, PGIM Fixed Income ha organizzato un incontro per cercare di valutare le prospettive sugli emittenti di credito statunitensi con quattro esperti: Tom Porcelli, economista capo degli Stati Uniti presso PGIM Fixed Income, Brian Barnhurst, Head of Global Credit Research, Matt Csontos, Investment Grade Corporate Bond Portfolio Manager e Dave Winans, che si occupa per PGIM Fixed Income della ricerca creditizia del settore energetico.
IL PROCESSO DI SELEZIONE PUO’ DARE VALORE AGGIUNTO
“Nel complesso il credito ha fondamentali piuttosto buoni” commenta Barnhurst “Tuttavia tariffe elevate su larga scala comporterebbero rischi al ribasso per la crescita e creerebbero sfide più grandi per il credito alle imprese. Ciò non significa che non ci saranno vincitori e vinti in base al settore o all’azienda. Ed è qui che il nostro processo di selezione bottom-up, guidato dagli analisti, può davvero offrire valore aggiunto”. Due i punti da sottolineare. Uno è la complessità delle catene di fornitura e dei sistemi di produzione, e la competitività dei sistemi tra settori e sottosettori. Il secondo è il consumatore, il motore dell’economia e in sostanza delle aziende statunitensi…
Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge.com.