Facebook frena il dibattito sulla gestione di contenuti politici

Giro di vite imposto da Zuckerberg ai propri dipendenti sulla gestione delle questioni politiche

Facebook frena il dibattito sulla gestione di contenuti politici
2' di lettura

Facebook Inc (NASDAQ:FB) sta imponendo restrizioni ai suoi dipendenti per limitare il dibattito interno sulle questioni sociali e politiche, ha riferito Reuters giovedì.

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Cosa è successo La società con sede a Menlo Park, in California, ha messo in atto nuove regole che influiranno sulla possibilità da parte dei dipendenti di discutere in merito al modo in cui i dirigenti si occupano dei contenuti politici sensibili, come dichiarato a Reuters da un portavoce dell’azienda.

Il portavoce ha rivelato che Facebook assicurerà che il dibattito sulle decisioni dei dirigenti possa svolgersi nei “canali appropriati”, dunque senza influenzare le discussioni relative al lavoro.

“Stiamo aggiornando le nostre politiche per i dipendenti e gli strumenti di lavoro per garantire che la nostra cultura rimanga rispettosa e inclusiva”, ha affermato il portavoce.



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Secondo quanto riferito, la società guidata da Mark Zuckerberg sta anche rafforzando la propria politica in materia di molestie al fine di proteggere i dipendenti sottorappresentati e promuovere conversazioni rispettose.

Perché è importante Facebook ha un proprio social network interno, denominato ‘Workplace’, dove i dipendenti possono conversare liberamente e in cui Zuckerberg tiene anche una sessione settimanale di domande e risposte per rispondere ai loro dubbi, ha osservato Reuters.

A giugno i dipendenti di Facebook avevano protestato contro la posizione del social network sui post del presidente Trump relativi alle minoranze e alle proteste legate alla morte di George Floyd.

Lo stesso mese Zuckerberg ha detto ai propri dipendenti che non avrebbe moderato i post di Trump, nonostante alcuni membri del personale si siano dimessi e altri abbiano organizzato uno sciopero virtuale in segno di protesta.

La posizione dell’amministratore delegato ha causato il protrarsi di un boicottaggio pubblicitario ai danni del colosso social da parte di aziende quali Walt Disney Company (NYSE:DIS), Starbucks Corporation (NASDAQ:SBUX), Unilever Plc (NYSE:UN) e Verizon Communications Inc (NYSE:VZ).

Movimento dei prezzi Giovedì le azioni di Facebook hanno chiuso in ribasso del 3,3%, a 254,82 dollari, e nella sessione after-hours hanno poi recuperato quasi lo 0,4%.