3 ETF per puntare su una possibile crisi energetica

Ecco tre fondi negoziati in Borsa consigliati da Benzinga

3 ETF per puntare su una possibile crisi energetica
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Guardando alla scorsa settimana, il prezzo di un barile di petrolio greggio era in rialzo di oltre l’80% rispetto ai sei mesi precedenti, un dato che ha innervosito gli investitori.

In seguito, è arrivata la notizia che la Colonial Pipeline è stata messa fuori uso da un attacco informatico; al momento emergono notizie di panic buying (ovvero acquisti dettati dal panico) nella zona sud-orientale degli Stati Uniti. Questo attacco, insieme ai segnali di inflazione che stanno comparendo in diverse parti dell’economia, indica che ci sono buone probabilità che il prezzo del petrolio continuerà a salire.

Perché è importante: esiste un modo affinché gli investitori possano trarre profitto dall’aumento dei prezzi del petrolio, ad esempio acquistando fondi negoziati in Borsa (ETF) che investono in società del settore petrolifero.

Fra questi ETF vi sono l’Energy Select Sector SPDR Fund (NYSE:XLE), l’SPDR S&P Oil & Gas Exploration & Production ETF (NYSE:XOP) e l’Alerian MLP ETF (NYSE:AMLP).

XLE replica il prezzo e il rendimento delle società appartenenti all’S&P 500 Energy Sector che comprendono aziende che operano nei settori del petrolio, del gas e dei carburanti di consumo. Sono presenti anche società che lavorano nelle industrie delle apparecchiature e dei servizi energetici.

XOP cerca di seguire la performance dell’S&P Oil & Gas Exploration & Production Select Industry Index; il fondo investe in società che operano nei settori dell’esplorazione e della produzione di petrolio e gas.

AMLP tiene traccia dell’Alerian MLP Infrastructure Index; l’ETF investe in società che ottengono la maggior parte dei loro ricavi dal trasporto, lo stoccaggio e la lavorazione di materie prime energetiche.