Pictet AM: perché gli emergenti faranno meglio dei mercati sviluppati

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Patrick Zweifel ritiene che la performance degli emergenti tende a essere positiva con inflazione in salita e forte crescita

Dopo la forte corsa dell’ultimo anno, gli investitori temono che nei prossimi sei trimestri le Economie Emergenti facciano meno bene di quelle sviluppate e che vengano penalizzate da un aumento dei rendimenti dei Treasury USA. Ma il contesto economico pare destinato a rimanere molto favorevole per i Mercati Emergenti, le cui azioni e anche obbligazioni dovrebbero continuare a registrare un andamento eccezionalmente positivo. Lo sostiene nel suo “Monitor dei Mercati Emergenti” Patrick Zweifel, Chief Economist di Pictet Asset Management, secondo cui la performance degli Emergenti tende a essere positiva in un contesto di aumento dell’inflazione e di forte crescita, anche quando i rendimenti obbligazionari salgono e le economie dei mercati sviluppati fanno meglio.

RENDIMENTI ANNUI SUPERIORI AL 20%

L’esperto di Pictet AM spiega che “l’inflazione è amica dei Mercati Emergenti” ricordando che al 1950, quando l’inflazione globale è stata sopra il 2% e il PIL globale sopra la media, la performance delle azioni dei Mercati Emergenti ha superato in maniera significativa quella delle 25 principali classi di attivi, generando rendimenti annui medi ben superiori al 20%. Lo stesso ha fatto anche il debito dei Mercati Emergenti, con le obbligazioni in valuta locale che hanno generato rendimenti annui medi intorno al 14%, più del doppio dei Treasury USA e di gran lunga sopra tutti gli altri strumenti di debito, ad eccezione degli High Yield

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Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge.com.