Le nuove sanzioni alla Russia colpiscono gli oligarchi

Ecco una lista delle nuove sanzioni imposte a Russia e Bielorussia da parte dell'Unione Europea

Le nuove sanzioni alla Russia colpiscono gli oligarchi
2' di lettura

L’aggressione dell’Ucraina da parte della Russia ha indotto l’Unione Europea ad avviare un vasto programma di sanzioni che si arricchisce ogni giorno di nuovi “pacchetti” volti a colpire l’economia russa.

Le sanzioni colpiscono importazioni ed esportazioni, ma anche direttamente i beni di persone e aziende che compaiono sulla “black list Ue“. Oggi questa lista si arricchisce di 160 nuovi nomi. Sommati alle misure già in atto, nel complesso le restrizioni si applicano attualmente a un totale di 862 persone e 53 entità.

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I primi oligarchi

Già a inizio marzo, mentre Roman Abramovich si affrettava a cercare un compratore per le sue proprietà immobiliari e la squadra del Chelsea, intanto circolava la lista dei primi oligarchi colpiti dalle sanzioni europee. Ecco alcuni nomi:

Igor Sechin, AD di Rosneft, la compagnia petrolifera russa e uno dei maggiori produttori di petrolio al mondo. Sechin è considerato un amico personale e consigliere fidato di Putin, con il quale ha lavorato negli anni ’90 a San Pietroburgo.

Leggi: Le sanzioni russe mostrano il potere del dollaro, ma quanto durerà?

Mikhail Fridman è il fondatore del Gruppo Alfa, proprietario di banca russa Alfa Bank. Il suo nome è collegato a quello della figlia maggiore di Putin, Maria, e Fridman è considerato uno dei più importanti finanziatori russi. Sempre nel Gruppo Alfa troviamo un altro azionista colpito da sanzioni, ossia Petr Aven.

Sempre nella black list Ue compare anche Dmitri Peskov, l’addetto stampa del presidente che si è sempre espresso a favore della politica aggressiva adottata dalla Russia.

Ma lo stesso Roman Abramovich non riesce a scappare dalla morsa delle sanzioni, e Londra annuncia di aver disposto il congelamento dei suoi beni.

I nuovi nomi e le sanzioni ad oggi

A quelli già noti, oggi si aggiungono 14 oligarchi e imprenditori di spicco e 146 membri del Consiglio della Federazione russa, ossia coloro che si sono resi responsabili della ratifica del riconoscimento dell’autonomia di Donetsk e Lugansk. Nel complesso, le misure restrittive dell’Ue si applicano in totale a 862 persone e 53 entità. 

Tra i nuovi nomi leggiamo Adrey Melnichenko, l’imprenditore del carbione e dei fertilizzanti – e il cui patrimonio stimato ammonta a oltre 16 miliardi di dollari, ma anche Andrei Guriev di Phos Agro e Vadim Moshkovick.

Le nuove restrizioni limitano l’accesso al sistema di pagamenti internazionale Swift per le banche bielorusse Belagroprombank, Bank Dabrabyt e Development Bank.

Vengono colpite anche le transazioni con la Banca centrale della Bielorussia e i finanziamenti pubblici per il commercio e gli investimenti.

La UE dà una stretta anche ai depositi bancari nell’Unione Europea da parte di cittanini bielorussi; questi infatti non potranno essere superiori ai 100mila euro.

La Russia invece subisce nuove restrizioni all’esportazione marittima e limitazioni ai finanziamenti.

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