Facebook ha fatto lo sgambetto alla legge australiana?

È l’accusa mossa da alcuni whistleblower nei confronti del colosso dei social media Facebook. Vediamo di che si tratta

Facebook ha fatto lo sgambetto alla legge australiana?
2' di lettura

Alcuni informatori hanno affermato che l’atto di bloccare le pagine di notizie in Australia da parte di Facebook — consociata di Meta Platforms Inc (NASDAQ:FB) — è stata una tattica di negoziazione deliberata per contrastare una possibile legge, secondo il Wall Street Journal.

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Cosa è successo 

Meta aveva pubblicamente definito “involontario” il caos che ne era scaturito; tuttavia gli informatori hanno spiegato che in realtà la società aveva bisogno di esercitare la massima leva negoziale sul parlamento australiano. Questo infatti stava votando per una legge che avrebbe imposto a piattaforme come Facebook e Google — di proprietà di Alphabet Inc (NASDAQ:GOOGL) (NASDAQ:GOOG) — di pagare le testate giornalistiche per i contenuti.

Il report afferma che l’anno scorso il colosso dei social media ha creato un algoritmo invece di utilizzare il database di lunga data di Facebook con gli attuali editori di notizie; questo avrebbe identificato le pagine degli editori che sarebbero state maggiormente colpite. “Se il 60% o più dei contenuti di un dominio condivisi su Facebook sono classificati come notizie, allora l’intero dominio sarà considerato un dominio di notizie”, ha dichiarato un documento interno, secondo il Wall Street Journal.

Come riporta il Journal, il gigante tecnologico non solo ha rimosso le pagine dei media, ma ha anche rimosso pagine di ospedali, governi ed enti di beneficenza; questo proprio mentre il Paese stava lanciando la campagna vaccinale contro il COVID-19.



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I problemi per Facebook in Australia sono iniziati nei primi mesi del 2021, quando il parlamento di Canberra aveva approvato una versione della legge che concepiva dei metodi per costringere i colossi dei social media a pagare gli editori per i contenuti delle notizie; in risposta, Facebook all’epoca bloccò completamente la condivisione o la visualizzazione di notizie sulla piattaforma in Australia. Dopo giorni di proteste pubbliche, alla fine il Parlamento australiano ha negoziato e approvato un nuovo e più clemente disegno di legge e Facebook ha dunque annullato il blocco delle notizie.

Nel frattempo, l’azienda ha sostenuto che il blocco delle pagine governative e sanitarie è stato accidentale, dichiarando al Wall Street Journal: “I documenti in questione mostrano chiaramente che intendevamo esentare le pagine del governo australiano dalle restrizioni nel tentativo di ridurre al minimo l’impatto di questa legislazione fuorviante e dannosa”.

I documenti dei whistleblower sono stati depositati presso il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti e l’Australian Competition & Consumer Commission; inoltre, secondo quanto riferito, anche alcuni membri del Congresso USA ne avrebbero ricevute delle copie.

Movimento dei prezzi

Giovedì le azioni di Meta hanno chiuso in calo del 6,77% a 208,28 dollari. Dati di Benzinga Pro.

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