Come la Fed alzerà i tassi a livelli da grande recessione

Mentre la Federal Reserve inizia la riunione che probabilmente porterà a un nuovo ampio aumento, scivola l'azionario statunitense.

Come la Fed alzerà i tassi a livelli da grande recessione
3' di lettura

L’SPDR S&P 500 (NYSE: SPY) è in calo martedì mentre la Federal Reserve dà il via alla riunione che dovrebbe portare ad un altro grande rialzo dei tassi.

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Cosa c’è da sapere

I funzionari della Fed sono pronti a pubblicare le loro ultime proiezioni mercoledì; secondo molti saranno accompagnate da un rialzo dello 0,75% del tasso di riferimento per la terza volta consecutiva.

È inoltre probabile che la Fed segnali l’intenzione ad alzare e mantenere il tasso di riferimento oltre il 4% nei prossimi mesi.

La banca centrale sta combattendo l’inflazione più elevata degli ultimi 40 anni. La Fed ha aumentato i tassi di interesse di 75 punti base per il secondo mese consecutivo a luglio, portando il tasso obiettivo sui Fed Funds a un intervallo compreso tra il 2,25% e il 2,5%. Un terzo rialzo consecutivo dello 0,75% porterebbe i tassi a livelli mai visti prima della crisi finanziaria del 2008.



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Cosa si aspettano gli economisti dalla Fed

La maggior parte della conversazione si incentra su un rialzo dello 0,75% o un più basso 0,5% da parte della Fed; alcuni analisti prevedono però un aumento ancora più aggressivo dei tassi dell’1% dopo che il Dipartimento del Lavoro ha registrato un aumento dell’8,3% su base annua dell’indice dei prezzi al consumo per agosto, superiore alle stime degli economisti dell’8%.

«Il problema dell’indice dei prezzi al consumo di agosto non era un peggioramento dell’inflazione. Il problema era che l’inflazione non stava migliorando», ha dichiarato Jonathan Pingle, capo economista statunitense di UBS.

I dati sull’inflazione dell’IPC della scorsa settimana potrebbero confermare gli indicatori recenti e spingere la Fed a essere più aggressiva. La maggioranza pensa però che un aumento dell’1% sia improbabile. 

Secondo un rapporto del Wall Street Journal, l’ex economista senior della Fed William English non crede che un mese di dati possa spingere la Fed a essere così aggressiva.

«Andrebbero a 100 solo se vedessero un cambiamento fondamentale nella direzione dell’economia e dell’inflazione, e dubito che i dati di un mese siano stati sufficienti per farlo. 100 punti significherebbero puntare il piede e dire: “Questo è inaccettabile”. A me non sembra che ne abbiano bisogno», ha detto English.

Un nuovo sondaggio della Fed della CNBC mostra le aspettative medie su un aumento dei tassi dello 0,75% nella riunione di mercoledì. Si prevede inoltre che i tassi continueranno a salire fino a marzo 2023 al 4,26%.

«La Fed si è finalmente resa conto della gravità del problema dell’inflazione e si è orientata verso un tasso di politica reale positivo per il lungo periodo», ha scritto John Ryding, capo consulente economico di Brean Capital, in risposta al sondaggio.

L’ultima parola 

La maggior parte degli intervistati non si aspetta che l’inflazione torni all’obiettivo del 2% della Fed per diversi anni, ma Jim Paulsen, chief investment strategist presso The Leuthold Group, è più ottimista. 

«Tutto ciò che la Fed deve fare per caderre in piedi è ritrarsi dopo aver alzato il tasso al 3,25%, consentire alla crescita del PIL reale di rimanere positiva e prendersi tutto il merito del calo dell’inflazione mentre la crescita reale persiste», ha detto Paulsen.

La decisione della Fed sui tassi è prevista mercoledì pomeriggio alle 14. ET.

Movimento dei prezzi

Nella sessione pre-market di giovedì, lo SPY era in calo dello 1,38% a 383,17 dollari. Dati di Benzinga Pro.

Foto Foto: su Flickr

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