Il direttore generale di Ripple, Brad Garlinghouse, ha criticato i democratici del Senato dopo che il CLARITY Act non è riuscito a procedere nella giornata di martedì, affermando tuttavia che la regolamentazione delle criptovalute negli Stati Uniti potrebbe ora orientarsi verso l’attività normativa di SEC e CFTC.
La battuta d’arresto normativa lascia Ripple e XRP (XRP) sostanzialmente indenni.
Perchè Garlinghouse afferma che “questa volta fa male”
Mercoledì Garlinghouse ha evidenziato che Ripple e l’intera industria delle criptovalute avevano investito un impegno significativo per spingere l’iter legislativo verso la conclusione.
“Questa volta fa male”, ha dichiarato Garlinghouse, sostenendo che i consumatori e la competitività degli Stati Uniti sono stati lasciati indietro.
L’amministratore delegato ha attribuito l’esito a quella che ha definito “la politica dei democratici”, aggiungendo che si rende necessaria un’analisi approfondita per comprendere il fallimento dei negoziati.
L’opposizione democratica si è concentrata in gran parte sulle preoccupazioni relative al fatto che le disposizioni in materia di etica del disegno di legge non fossero sufficienti ad affrontare i potenziali conflitti legati agli interessi nel settore delle criptovalute del presidente Donald Trump.
Diversi repubblicani hanno inoltre votato contro l’avanzamento del provvedimento.
In che modo SEC e CFTC saliranno alla ribalta
Nonostante la battuta d’arresto, Garlinghouse ha affermato che sussistono ancora “motivi di ottimismo per le criptovalute negli Stati Uniti”.
Il dirigente prevede che la SEC, guidata dal presidente Paul Atkins, e la CFTC, guidata dal presidente Michael Selig, continueranno a elaborare norme per colmare le lacune normative lasciate dal Congresso.
Le due agenzie si sono già mosse verso una maggiore coordinazione, pubblicando a marzo una guida congiunta sulle modalità di applicazione delle leggi federali sui titoli finanziari alle cripto-attività.
Garlinghouse ha dichiarato che Ripple prevede di rimanere attivamente coinvolta in tale processo normativo, sottolineando al contempo che il voto fallito al Senato non altera lo slancio commerciale della società.
Cosa spinge XRP a poggiare su “terreni solidi”
Il direttore legale di Ripple, Stuart Alderoty, ha evidenziato che la battuta d’arresto del CLARITY Act non modifica la posizione normativa esistente di XRP.
“Ripple e XRP poggiano su terreni solidi”, ha affermato Alderoty facendo riferimento all’interpretazione congiunta di SEC e CFTC pubblicata a marzo, la quale inserisce esplicitamente XRP tra le cripto-attività classificate come commodity digitali nell’ambito del quadro di riferimento.
Nel corso delle ultime 24 ore, il prezzo di XRP è sceso al di sotto di livelli di supporto chiave, ciononostante la domanda istituzionale ha mostrato resilienza.
I fondi negoziati in borsa (ETF) spot su XRP negli Stati Uniti hanno registrato deflussi pari a zero il 15 settembre, a fronte di 450,3 milioni di dollari di deflussi netti dagli ETF su Bitcoin (BTC) e di 141,5 milioni di dollari da quelli su Ethereum (ETH).
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