Due voci di spicco degli investimenti in criptovalute – Arthur Hayes e Dan Tapiero – inquadrano l’ultima ondata di dazi statunitensi come un sintomo di problemi strutturali più profondi nel sistema finanziario globale, sostenendo che il Bitcoin (CRYPTO:BTC) potrebbe beneficiare delle distorsioni che ne derivano.
I commenti giungono nel contesto di un’intensificazione delle tensioni commerciali in seguito agli annunci di dazi doganali a tappeto da parte degli Stati Uniti, volti a contrastare la manipolazione degli scambi con l’estero, il persistente deficit commerciale e la debolezza della crescita interna.
Ma per Hayes, cofondatore di BitMEX, e Tapiero, fondatore di 10T Holdings e DTAP Capital, non si tratta di decisioni politiche isolate: riflettono un sistema sotto pressione.
“IO ADORO I DAZI”, ha scritto Hayes su X venerdì, condividendo un grafico che mostra il crescente divario tra i saldi delle partite correnti e dei conti finanziari degli Stati Uniti. “Gli squilibri globali saranno corretti e il dolore sarà coperto da denaro stampato, il che è positivo per $BTC”.
Il grafico a cui fa riferimento mostra la divergenza a lungo termine tra il saldo delle partite correnti degli Stati Uniti, che è sprofondato sempre più nel deficit dall’inizio degli anni 2000, e il saldo delle partite finanziarie, che è cresciuto in modo sostanziale, alimentato dall’afflusso di capitali stranieri.
Questo schema illustra come gli Stati Uniti abbiano fatto sempre più affidamento sui finanziamenti dall’estero per finanziare i propri deficit, rendendo l’economia vulnerabile alle variazioni dei flussi di capitale globali.
Tapiero ha ripreso eco a questo sentimento, scrivendo: “I dazi rappresentano una battaglia in corso nel vecchio mondo analogico… Bitcoin si trova al di fuori di questo mondo. Libero dagli oneri ereditati”.
Ha inquadrato i dazi come uno strumento reazionario, che cerca di risolvere problemi di vecchia data con meccanismi obsoleti: “Nel tentativo di risolvere vecchi problemi – eccesso di spesa pubblica, manipolazione del cambio, crescita debole, geopolitica – tanta manipolazione e interferenza”.
Mentre i mercati finanziari mainstream hanno visto le tariffe attraverso la lente dell’attrito commerciale e del rischio inflazionistico, Hayes e Tapiero suggeriscono che il punto di partenza più profondo è la fragilità di un sistema economico globale sostenuto da squilibri che non possono essere risolti con strumenti convenzionali.
A loro avviso, il Bitcoin rappresenta un’uscita da questo paradigma.
L’approvazione del Bitcoin come copertura contro il rischio sistemico si inserisce in un discorso più ampio che sta prendendo piede tra gli investitori macro: gli asset digitali, e in particolare il Bitcoin, possono essere meglio compresi non solo come strumenti speculativi, ma come alternative strutturali a un sistema basato sul fiat che si sta indebolendo.
Con il deterioramento del quadro commerciale e fiscale degli Stati Uniti, con il deficit delle partite correnti vicino ai minimi storici, alcuni investitori vedono il BTC come un potenziale beneficiario a lungo termine, soprattutto se l’aumento dei dazi dovesse portare a svalutazioni valutarie e a una nuova stampa di moneta per compensare gli shock economici.
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