Artprice ripercorre la storia recente del mercato dell’arte attraverso Sotheby’s

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PARIGI, 2 dicembre 2020 /PRNewswire/ — Tra la seconda entrata in borsa nel 1988 e la sua uscita nell’ottobre del 2019, la prestigiosa casa d’aste americana ha spesso riorientato la propria strategia mondiale e attuato numerosi adeguamenti operativi riguardanti la gestione dei costi, offrendo maggiori garanzie, riorganizzazioni strutturali, nuovi team manageriali, ecc. Ma il più grande cambiamento messo in atto da Sotheby’s è probabilmente quello di quest’anno con la dematerializzazione totale dei suoi cataloghi, affermandosi così come la piattaforma leader nelle aste online di opere d’arte.

«La storia di Sotheby’s degli ultimi trent’anni illustra perfettamente la storia recente del mercato dell’arte» dichiara thierry Ehrmann, presidente e fondatore di Artmarket.com e del suo dipartimento Artprice. Artprice ripercorre questa storia attraverso i tre periodi principali che hanno preceduto l’acquisizione di Sotheby’s da parte di Patrick Drahi e la sua trasformazione digitale del 2020.

Evoluzione delle vendite di opere d’arte di Sotheby’s (gen. 1990 – nov. 2020)

Evolution of Sotheby’s Fine Art auctions (Jan. 1990 - Nov. 2020)

Prezzo azioni Artprice Global Index VS Sotheby’s (BID) – Base 100 a gennaio 2000*

Artprice Global Index vs. Sotheby’s (BID) share price - Base 100 in January 2000*

1988 – 2000: due bolle consecutive

Verso la fine degli anni ’80 la globalizzazione portò i prezzi delle opere d’arte a nuovi livelli. I 78 milioni di dollari battuti nel 1990 per Au Moulin de la Galette (1876) di Pierre-Auguste Renoir stabilirono un record storico per Sotheby’s che durò per 14 anni. Ma lo squilibrio finanziario derivante dall’arrivo dei collezionisti giapponesi sorretti dalla loro economia in forte crescita portò a una crisi dei prezzi spesso definita come la “bolla impressionista”.

Dopo due anni difficili – il 1991 e il 1992, che rivenditori e gallerie ancora ricordano –, il mercato dell’arte si stabilizzò rapidamente. Sotheby’s intensificò le sue attività approfittando delle innovazioni tecnologiche legate allo sviluppo di internet. Nel 1999 Sotheby’s registrò 27.550 compravendite di opere d’arte, il quantitativo annuo più elevato della sua storia. Ma la “bolla di internet” si concluse con il crollo del mercato azionario.

2001 – 2008: fino all’ultimo momento…

Per tre anni, dal 2001 al 2003, Sotheby’s ridusse gradualmente l’intensità delle sue attività. Ciò le consentì di tornare a un assetto più solido che rafforzò i quattro anni successivi (2004-2007), moltiplicando il suo fatturato di vendita di opere d’arte di 3,8 volte. Il mercato dell’arte stava per entrare in una nuova era e Sotheby’s voleva essere al comando. Il 5 maggio 2004 un’opera superò per la prima volta la soglia simbolica di 100 milioni di dollari quando Sotheby’s vendette a New York Le Garçon à la Pipe (1905) per 104,6 milioni di dollari.

Nel 2007 Sotheby’s registrò un incremento del fatturato del 50% e agli inizi del 2008 la sua crescita procedeva a pieno ritmo. Ma il fallimento di Lehmann Brothers il 15 settembre segnò l’inizio di una grave crisi finanziaria. Paradossalmente, lo stesso giorno Sotheby’s proseguì a Londra la celebre asta di Damien Hirst Beautiful Inside My Head Forever che generò 73 milioni di dollari.

2009 – 2019: riorganizzazione profonda

Anche se nel 2009 il mercato dell’arte risentì della crisi finanziaria (-60%), il fatturato di vendita delle opere d’arte di Sotheby’s rimase superiore alle cifre precedenti al 2004.  Ma Sotheby’s decise ugualmente di ridurre il volume dei lotti venduti ogni anno a un numero relativamente stabile compreso tra 11.000 e 15.000. Questa strategia venne rapidamente ripagata e nel 2013 e 2014 Sotheby’s registrò i suoi due migliori anni in assoluto, vantando un risultato sopra la soglia dei 100 milioni di dollari in entrambi gli anni.

Tra il 2016 e il 2019 Sotheby’s iniziò a cercare un nuovo equilibrio, in particolare attraverso lo sviluppo delle vendite online. Nel 2017 la società tentò di incrementare il suo canale di vendite online rinunciando alle commissioni di acquisto… per poi reintrodurle l’anno seguente. Le opere di Basquiat, Modigliani e Monet – che segnarono questi quattro anni – furono aggiudicate tutte nelle sale d’asta tradizionali.

Ma oggi, nel 2020, le cose sono cambiate: lo scorso 29 giugno Sotheby’s è riuscita a vendere il suo lotto di punta, il trittico di Francis Bacon Inspired by the Oresteia of Aeschylus (1981), per 88,55 milioni di dollari (tasse incluse) nel corso di una sessione di vendita online su internet. Per Sotheby’s è chiaro che il futuro delle aste di opere d’arte sarà in questo nuovo formato…

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