Hong Kong, possibile delisting DiDi affonda tech cinesi

Le azioni di Alibaba e di altre aziende del settore tecnologico hanno chiuso la sessione odierna in territorio negativo

Hong Kong, possibile delisting DiDi affonda tech cinesi
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Le azioni di Alibaba Group Holding Limited (NYSE:BABA), JD.com Inc (NYSE:JD), Tencent Holdings Ltd (OTC:TCEHY), Baidu Inc (NASDAQ:BIDU) e Xpeng Inc (NYSE:XPEV) hanno perso terreno a Hong Kong.

I movimenti

Le azioni di Alibaba, la società fondata da Jack Ma, hanno ceduto il 4,49% a 117,10 dollari hongkonghesi (HKD) e quelle dell’azienda rivale JD.com hanno lasciato sul terreno il 6,73% chiudendo a 319 HKD dopo che DiDi Global Inc (NYSE:DIDI) ha dichiarato che il suo consiglio di amministrazione ha autorizzato la società ad avviare le procedure per il delisting dalla Borsa di New York.



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“Il Consiglio ha inoltre autorizzato la Società a portare avanti la quotazione delle sue azioni ordinarie di classe A sul Board principale della Borsa di Hong Kong”, ha dichiarato DiDi.

Al momento della pubblicazione, anche le azioni dei produttori cinesi di veicoli elettrici e quelle delle aziende tech erano in territorio negativo: Xpeng era in ribasso dell’8,4% a 192 HKD, le azioni Tencent mostravano un calo del 2,96% a 459,60 HKD e Baidu era in rosso del 3,46% a 142,20 HKD.

Al momento della pubblicazione, l’indice Hang Seng era in calo dello 0,49% a 23.672,60 dollari; giovedì l’indice aveva chiuso in rialzo dello 0,55%.

Perché si sta muovendo?

A luglio la Cyberspace Administration of China ha ordinato agli app store mobile di rimuovere 25 app gestite da DiDi poco dopo che la società aveva condotto la sua offerta pubblica iniziale negli Stati Uniti; l’autorità normativa cinese ha anche vietato alla società di acquisire nuovi utenti.

Questo mese è emerso che DiDi prevede di finalizzare le sanzioni normative entro dicembre e che intende rilanciare le sue app di ride-hailing e altre app in Cina entro la fine di quest’anno.

Nel frattempo, secondo un report di Bloomberg anche Alibaba, che si è quotata negli Stati Uniti attraverso un’entità a interesse variabile, potrebbe avere dei problemi poiché la Cina intende emettere un divieto nei confronti delle società nazionali che tentano di quotarsi all’estero attraverso tale meccanismo. Alibaba si è quotata alla Borsa di Hong Kong a novembre del 2019.

Chen Weiheng, partner presso Wilson Sonsini, ha dichiarato al quotidiano hongkonghese South China Morning Post che “la strada più sensata per Didi dovrebbe essere quella di tentare prima una quotazione a Hong Kong e poi di offrire agli azionisti statunitensi la conversione da ADS ad azioni negoziabili a Hong Kong nel processo di [privatizzazione] e delisting negli Stati Uniti”.

Arthur Kroeber, responsabile di ricerca presso la società di ricerca in materia di investimenti globali Gavekal, ha affermato che il giro di vite della Cina sulle piattaforme Internet ha creato un “clima di incertezza e paura”; Kroeber ha osservato che nel corso del tempo questo potrebbe avere un effetto dannoso sul settore privato del Paese, secondo quanto riportato dal South China Morning Post.