Scoperto pianeta orbitante intorno a Proxima Centauri

Si stima che il nuovo pianeta, ribattezzato Proxima d, abbia una massa pari al 25% di quella terrestre; la scoperta è a cura del ricercatore portoghese João Faria

Scoperto pianeta orbitante intorno a Proxima Centauri
2' di lettura

Un pianeta finora sconosciuto è stato localizzato in orbita attorno a Proxima Centauri, la stella più vicina al sole.

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Cosa è successo

Secondo un report di Space.com, gli astronomi hanno trovato prove di un pianeta la cui massa stimata sia pari al 25% di quella della Terra; il pianeta scoperto, denominato Proxima d, è il terzo in orbita attorno a Proxima Centauri. La stella nana rossa si trova a 4,2 anni luce dal nostro sistema solare.

Gli altri pianeti di Proxima Centauri sono Proxima b, un oggetto delle dimensioni della Terra identificato nel 2016, e Proxima c, che dovrebbe essere almeno sei volte più massiccio della Terra.

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“La scoperta mostra che il nostro vicino stellare più vicino sembra essere pieno di nuovi mondi interessanti, alla portata di ulteriori studi ed esplorazioni future”. Così ha commentato João Faria, ricercatore presso l’Instituto de Astrofísica e Ciências do Espaço in Portogallo. Faria è l’autore principale dello studio ora pubblicato nella nuova edizione della rivista Astronomy & Astrophysics.

Come è successo

Faria e i suoi colleghi si sono imbattuti in Proxima d utilizzando ESPRESSO (Echelle Spectrograph for Rocky Exoplanets and Stable Spectroscopic Observations — Spettrografo Echelle per esopianeti rocciosi e osservazioni spettroscopiche stabili), uno strumento installato sul Very Large Telescope dell’European Southern Observatory (ESO) in Cile.

ESPRESSO ha rilevato la possibilità di un terzo pianeta intorno a Proxima Centauri nel 2020, quando i ricercatori stavano cercando di confermare l’esistenza di Proxima b. ESPRESSO utilizza la velocità radiale per trovare i pianeti. La tecnica consiste nel rilevare lievi oscillazioni nel movimento di una stella che possono essere indotte dall’attrazione gravitazionale di un pianeta in orbita; nel caso di Proxima d, i fenomeni di attrazione erano leggeri, e i ricercatori hanno pensato che ciò potesse corrispondere alla presenza di un pianeta con una massa minima pari a un quarto di quella terrestre. Questo renderebbe Proxima d il pianeta più leggero mai rilevato usando il metodo della velocità radiale.

“Il risultato è estremamente importante”, ha dichiarato Pedro Figueira, instrument scientist di ESPRESSO presso l’ESO in Cile e coautore del nuovo studio; “dimostra che la tecnica della velocità radiale dà la possibilità di svelare una popolazione di pianeti leggeri come il nostro, che dovrebbero essere i più abbondanti nella nostra galassia e che possono potenzialmente ospitare la vita per come la conosciamo”.

Foto: una rappresentazione artistica di Proxima d. Credito immagine: L. Calçada/ESO.