Vaccino Covid, per i produttori sicurezza al primo posto

Vista la pressione politica sempre crescente, le principali biopharma del mondo firmano un’iniziativa in cui si mette il focus sulla sicurezza dei prodotti

Vaccino anti coronavirus, per i produttori la sicurezza è al primo posto
3' di lettura

Sullo sfondo della pressione per far uscire un vaccino contro il coronavirus il più rapidamente possibile, martedì le aziende biofarmaceutiche che lavorano sui candidati vaccini hanno unanimamente affermato che la sicurezza viene prima di tutto.
Gli amministratori delegati di nove aziende biofarmaceutiche, tra le prime nella corsa al vaccino anti COVID-19, martedì hanno infatti rilasciato una dichiarazione firmata in cui si sottolinea il loro impegno a fare della sicurezza e del benessere delle persone vaccinate la loro “massima priorità” nel processo di sviluppo e testing.

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Tra i firmatari della dichiarazione vi sono gli amministratori delegati di:

AstraZeneca plc (NYSE:AZN)
BioNTech SE – ADR (NASDAQ:BNTX)
Pfizer Inc. (NYSE:PFE)
Moderna Inc (NASDAQ:MRNA)
Merck & Co., Inc. (NYSE:MRK)
Johnson & Johnson (NYSE:JNJ)
Novavax, Inc. (NASDAQ:NVAX)
Sanofi SA (NASDAQ:SNY)
GlaxoSmithKline plc (NYSE:GSK)

Gli amministratori delegati si sono impegnati a rispettare elevati “standard scientifici ed etici” nella conduzione delle sperimentazioni cliniche e nella produzione, a richiedere l’autorizzazione all’uso di emergenza solo dopo che saranno state dimostrate la sicurezza e l’efficacia dei farmaci attraverso uno studio di Fase 3 su larga scala, condotto in conformità con i requisiti delle agenzie di regolamentazione, e a lavorare per garantire una sufficiente fornitura di vaccini.



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“Riteniamo che questo impegno contribuirà a garantire la fiducia del pubblico nel rigoroso processo scientifico e normativo mediante il quale i vaccini anti COVID-19 vengono valutati e possono essere infine approvati”, hanno affermato gli AD nella dichiarazione.

La presa di posizione collettiva del settore arriva subito dopo che il presidente USA Donald Trump ha esercitato pressioni all’FDA affinché quest’ultima autorizzasse l’uso di emergenza della terapia al plasma per curare il COVID-19, la malattia causata dal SARS-CoV-2.

Questo nonostante scienziati e ricercatori avessero espresso dubbi sull’efficacia della terapia nel contrastare il virus.

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Trump fiducioso sul vaccino Trump, che ha visto il suo tasso di consenso crollare in vista delle elezioni presidenziali del 3 novembre, è stato esplicito nel voler perseguire una tempistica accelerata per la commercializzazione dei vaccini.

“Restiamo sulla buona strada per fornire un vaccino prima della fine dell’anno e forse anche prima del 1° novembre. Pensiamo che probabilmente possiamo averlo durante il mese di ottobre”, ha detto Trump in una conferenza stampa nel fine settimana del Labor Day.

Il CEO di Pfizer ha suggerito che i risultati di fase finale delle sperimentazioni cliniche del programma vaccinale condotto in collaborazione con la tedesca BioNTech potrebbero essere pubblicati presto, probabilmente il mese prossimo, ha affermato Trump nella dichiarazione.

“Abbiamo alcune aziende davvero fantastiche. Stanno andando tutte molto bene. Sono tutte nelle fasi finali e penso che si vedranno risultati sorprendentemente buoni”.

Democratici scettici Lo sfidante Democratico di Trump, Joe Biden, ha espresso dubbi sul fatto che Trump ascolterà i consigli degli scienziati e che seguirà un processo trasparente.

“Ha detto così tante cose non vere che sono preoccupato che, nel caso in cui avremo un vaccino davvero efficace, le persone saranno riluttanti a prenderlo”, ha detto Biden lunedì.

La vice di Biden, Kamala Harris, ha fatto eco alla dichiarazione del candidato Dem alla Casa Bianca.

“Dirò che non mi fido di Donald Trump, e che dovrebbe essere una fonte di informazioni credibile a parlare dell’efficacia e dell’affidabilità di qualunque cosa lui stia parlando”, ha detto Harris in un’intervista alla CNN.

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