Perché Erdoğan fa la “guerra” alle criptovalute?

La banca centrale turca non è intenzionata ad adottare le valute digitali, anzi ha affermato di essere in lotta con esse

Perché Erdoğan fa la “guerra” alle criptovalute?
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In occasione di un recente evento, il presidente della Turchia ha espresso le sue opinioni irremovibili sulle criptovalute.

Cosa è successo

Secondo un recente report di un’agenzia di stampa locale, durante un recente evento di domande e risposte tenutosi a Mersin (Turchia) è stato chiesto al presidente turco Recep Tayyib Erdoğan se la banca centrale del Paese adotterà le criptovalute.

Erdoğan ha dichiarato che i funzionari “non hanno assolutamente intenzione di adottare le criptovalute” e “al contrario, abbiamo una guerra separata, una lotta separata contro di loro”.

Erdoğan ha affermato che il suo governo non sosterrà mai le criptovalute perché intende “portare avanti la nostra valuta che ha un’identità propria”.

In aggiunta, l’ex primo ministro turco Binali Yıldırım ha osservato che le criptovalute richiedono una stretta supervisione, paragonando il rischio di questi asset alla “vendita di un futuro fittizio”.

Nonostante si oppongano duramente alle criptovalute, le autorità turche sono ansiose di lanciarsi nel futuro, mosse dall’ondata di cambiamento che le criptovalute hanno stimolato nel panorama finanziario: secondo un recente annuncio, infatti, la banca centrale turca ha firmato un memorandum d’intesa con tre società tecnologiche e di ricerca locali per formare la “Piattaforma di collaborazione per la lira turca digitale”, al fine di lavorare a una propria CBDC (valuta digitale della banca centrale).