Ecco il titolo del settore oro preferito da Goldman Sachs

Nonostante il 2022 abbia dimostrato l’inefficacia di oro, titoli auriferi e Bitcoin come hedge contro l’inflazione, gli analisti di Goldman Sachs consigliano di puntare su questa compagnia mineraria

Ecco il titolo del settore oro preferito da Goldman Sachs
test
4' di lettura

Oro e Bitcoin (CRYPTO:BTC) quest’anno hanno dimostrato di non poter detenere il titolo di ‘copertura contro l’inflazione’.

Ricevi una notifica con le ultime notizie, i nostri articoli e altro ancora!

I titoli auriferi, l’oro (la materia prima) e Bitcoin hanno tutti subito forti cali negli ultimi mesi. Il VanEck Gold Miners ETF (NYSE:GDX) ha perso il 37% dal suo massimo a 52 settimane di 41,61 dollari registrato il 18 aprile, l’oro spot è sceso del 16% dal suo massimo storico dell’8 marzo di 2.075,14 dollari l’oncia e Bitcoin è crollato di circa il 67% dal massimo storico di 69.000 dollari raggiunto il 10 novembre 2021.

Nonostante i forti cali e in attesa dei dati chiave sull’inflazione da parte del Dipartimento del Lavoro USA (in arrivo oggi), Goldman Sachs prevede una prospettiva al rialzo per Agnico Eagle Mines Ltd (NYSE:AEM).

Secondo l’analista Emily Chieng, la compagnia ha del “valore sottostimato sul versante dell’esplorazione” in seguito alla fusione con Kirkland Lake Gold, avvenuta all’inizio di quest’anno.



Ti piacciono le crypto e vuoi cominciare a fare trading? Sulla piattaforma di eToro puoi scambiare oltre 60 diverse criptovalute!

Cosa dicono gli analisti su Agnico

Emily Chieng ha avviato la copertura di Agnico con rating Buy e target price di 72 dollari canadesi (55,45 dollari USA). Il nuovo prezzo obiettivo suggerisce un rialzo del 24% per il titolo.

La tesi su Agnico

In seguito alla recente fusione, la società ha aggiunto tre miniere al suo portafoglio: Macassa, Detour Lake e Fosterville, che danno ad Agnico “importanti sinergie”, ha affermato Chieng nella nota. “La società mira a 0,9 miliardi di dollari di sinergie nei prossimi cinque anni e a un totale di 2 miliardi di dollari nei prossimi 10 anni”.

“Sebbene le sinergie aziendali si stiano già avvicinando alla fascia alta delle aspettative della società, riteniamo che esista un vantaggio in termini di sinergie operative (condivisione delle infrastrutture, efficienze di approvvigionamento e stoccaggio, miglioramenti operativi) e opportunità strategiche”, ha aggiunto.

Chieng prevede ulteriori vantaggi dal potenziale di crescita produttiva di Agnico grazie al “maggior budget di esplorazione di sempre” della società, varato negli ultimi due anni.

Oltre alla capacità esplorativa presso le proprietà che in precedenza erano detenute esclusivamente da Kirkland Lake, i depositi di Agnico presso l’Odyssey Project, Hope Bay e Upper Beaver offrono “un significativo potenziale di esplorazione”, ha detto l’analista.

Chieng ritiene inoltre che “la contrazione dei multipli di Agnico sia esagerata” e che questa “potrebbe aver riflesso l’incertezza sul potenziale di crescita produttiva della società a seguito della fusione”.

Nonostante Chieng stimi un rallentamento del tasso di crescita annuale di Agnico a causa della fusione, prevede che “la comprovata esperienza di successi nell’esplorazione e nello sviluppo rifletta il potenziale di rialzo della società”.

Il panorama del mercato 

Alla fine dell’anno scorso il tono della Federal Reserve è diventato drasticamente più aggressivo. Il 15 dicembre il presidente Jerome Powell ha infatti deciso di raddoppiare la riduzione degli acquisti mensili di obbligazioni. Quest’anno, nel tentativo di combattere l’impennata dell’inflazione, la Fed ha attuato una serie di rialzi dei tassi di interesse, partendo da un aumento dello 0,5% a marzo; a giugno e a luglio la Fed ha rincarato la dose emettendo due aumenti consecutivi dello 0,75%. 

Nonostante i dati dell’indice dei prezzi al consumo (IPC) negli Stati Uniti per il mese di luglio suggeriscano che l’inflazione potrebbe aver raggiunto l’apice, l’intervento del mese scorso di Powell a Jackson Hole indica che la Fed potrebbe non essere pronta a rallentare la sua politica monetaria. Si ipotizza infatti che alla riunione del Federal Open Market Committee il 15-16 settembre potrebbe essere deciso un nuovo aumento dei tassi dello 0,75%. 

L’attenzione della Fed, dei trader e degli investitori è rivolta ai dati sull’IPC del mese di agosto, che verranno pubblicati nel corso della giornata. Capiremo se l’inflazione USA sta continuando a diminuire o se il rallentamento osservato a luglio sia stato solo momentaneo. 

I dati guideranno la decisione di politica monetaria che la Fed prenderà entro il fine settimana, ma già all’apertura di oggi il mercato inizierà a scontare l’aspettativa sull’aumento percentuale dei tassi da parte della banca centrale statunitense. 

Le prospettive dell’oro

Storicamente l’oro spot ha tenuto meglio dei titoli auriferi, ma l’ultima grande corsa al rialzo dell’oro e dei titoli legati al metallo giallo — avvenuta durante il primo trimestre — ha spinto al rialzo l’intero settore, con i titoli auriferi che però hanno registrato un’impennata di durata leggermente più lunga. 

Da quel momento, l’oro spot e i titoli auriferi sono entrati in un trend al ribasso abbastanza consistente su intervalli di tempo più ampi (settimanali e mensili). Comunque, sul grafico giornaliero del 1° settembre sia l’oro spot che il GDX hanno iniziato a mostrare un trend al rialzo, il che potrebbe indicare l’arrivo di importanti inversioni verso l’alto.  

Il grafico di Bitcoin

Il 9 settembre Bitcoin ha annullato la sua tendenza giornaliera al ribasso e lunedì la criptovaluta ha riguadagnato la media mobile semplice a 50 giorni come supporto, il che potrebbe indicare che il sentiment a lungo termine su BTC sta diventando rialzista.  

Movimento dei prezzi di AEM 

Al momento della pubblicazione, nella sessione pre-market di martedì, le azioni di Agnico erano in calo del 2,97% a 43,50 dollari. 

Vuoi fare trading come un professionista? Prova GRATIS la Newsletter Premium 4 in 1 di Benzinga Italia con azionibreakoutcriptovalute e opzioni.