Perché la storia di Peloton è ancora tutta da scrivere

Secondo Loup Funds, nonostante la fedele base utenti, l’alto tasso di ritenzione e l’ingresso di Barry McCarthy, Peloton non è annoverabile come “azienda generazionale”

Perché la storia di Peloton è ancora tutta da scrivere
2' di lettura

Gli analisti di Loup Funds Gene Munster, Doug Clinton e Andrew Murphy hanno discusso dei tentativi di Peloton Interactive Inc (NASDAQ:PTON) di “stabilizzare la nave” mentre il produttore di attrezzature per il fitness subisce un cambio a livello dirigenziale.

Cosa è successo

Clinton ha spiegato che quando un’azienda ad alta crescita come Peloton incespica è difficile poi rimettersi in carreggiata, aggiungendo che la storia di Peloton non è ancora stata scritta.



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L’analista di Loup ha dichiarato che l’ingresso dell’ex direttore finanziario di Netflix Inc (NASDAQ:NFLX) Barry McCarthy come nuovo CEO non sarà “facile”, anche se non si sarebbe potuto pensare a un “operatore migliore”; Munster ha concordato sul fatto che McCarthy sia stato un “ottimo acquisto”.

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Munster ha sottolineato che le fratture interne all’azienda hanno causato diverse fughe di notizie, dando ai grandi media l’opportunità di “banchettare” su Peloton.

L’analista si è detto in disaccordo con il titolo di un articolo della CNN che descriveva Peloton come una società “finita”.

Munster ha osservato che, nonostante l’azienda abbia ancora una base molto fedele e un alto tasso di ritenzione, non ha senso per Loup investire nel produttore di cyclette perché c’è “una dinamica per la quale stiamo andando verso qualcosa di diverso”.

Munster ha poi parlato di quelle che ha chiamato “aziende generazionali” e ha chiesto a Clinton di definirle: per Clinton Peloton non rientra in questa categoria.

L’analista ha detto che gli piace definire tali aziende come quelle che realizzano prodotti che tutti potranno utilizzare nei prossimi dieci anni, citando gli esempi di Apple Inc (NASDAQ:AAPL), Netflix e Amazon.com, Inc (NASDAQ:AMZN).

Perché è importante

Clinton ha spiegato che sebbene Peloton abbia un buon prodotto e ci siano persone che amano appassionatamente l’azienda, non riesce a immaginare, facendo un salto in avanti di 10 anni da ora, di poter dire “Sapete? Tutti dovrebbero avere una Peloton”.

Secondo quanto affermato, Munster sospetta che Peloton rimarrà fedele ai propri prodotti di fascia alta e dunque l’azienda dovrà evolversi.

“Non credo che sarà ancorata alle biciclette, ad esempio, tra cinque o dieci anni”, ha detto Munster.

Martedì è stato annunciato che il CEO di Peloton John Foley si dimetterà e passerà al ruolo di presidente esecutivo; la società ha annunciato l’intenzione di tagliare 2.800 posti di lavoro al fine di mitigare l’aumento delle perdite.

Movimento dei prezzi

Nella sessione regolare di martedì le azioni Peloton hanno avuto un’impennata del 25,3% a 37,27 dollari e in after-market sono salite di un ulteriore 3,8% a 38,67 dollari.

Foto per gentile concessione di Peloton