L’indice del dollaro scambia ai livelli del 2000

Vediamo perché il dollaro si è rafforzato fino a raggiungere livelli visti l’ultima volta oltre 20 anni fa  

L’indice del dollaro scambia ai livelli del 2000
3' di lettura

Iniziamo con una breve storia.

La Federal Reserve istituì l’indice del dollaro, soprannominato Dixie, nel marzo 1973 subito dopo lo smantellamento degli Accordi di Bretton Woods. All’inizio il valore base era 100, e i valori da allora sono relativi alla base.  

Attualmente il Dixie è gestito da ICE Data Indices, una filiale dell’Intercontinental Exchange (ICE).



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Il calcolo alla base del Dixie è un paniere del tasso di cambio di sei valute:

  • L’euro (EUR) rappresenta il 57,6% del paniere
  • Lo yen (JPY) ha una ponderazione del 13,6%
  • La sterlina (GBP) è all’11,9%
  • Il dollaro canadese (CAD) è al 9,1%
  • La corona svedese (SEK) è al 4,2% 
  • Il franco svizzero (CHF) è al 3,6%. 

Queste sei valute incluse nel Dixie sono generalmente indicate come i partner commerciali più importanti d’America. L’indice è stato aggiornato solo una volta: nel 1999, quando l’euro ha sostituito il marco tedesco, il franco francese, la lira italiana, il fiorino olandese e il franco belga.

Il valore dell’indice è una giusta indicazione del valore del Dixie nei mercati globali.

Diamo un’occhiata ai dati tecnici, poiché il prezzo mostra i primi segnali di un movimento che non si osservava dal 2000. 

Di seguito è riportato l’orizzonte temporale mensile del Dixie.

Il prezzo ha scambiato all’interno di un intervallo dal 2015. Il recente movimento ha visto il prezzo spostarsi del 18%, da 90 dollari a gennaio 2021 fino a 105 dollari venerdì scorso: è la prima volta che vediamo il prezzo raggiungere questo livello in una corsa al rialzo dal 2000.

Cosa significa questo per gli investitori?

Questa uscita dalla fase di consolidamento potrebbe essere rilevante per gli investitori; potremmo vedere i primi segnali di ulteriore forza verso il massimo del 2001 a 122 dollari. 

In tal caso, vedremo l’emergere di tendenze di prezzo nelle principali coppie valuta con il dollaro: AUD/USD, EUR/USD, GBP/USD, NZD/USD, USD/CAD, USD/CHF e USD/JPY; anche le coppie minori di USD/SEK e USD/DKK saranno attraenti.  

L’ultima volta che abbiamo visto delle tendenze sostenute nelle coppie valuta con il dollaro è stato nel 2014-2015: ne conseguì un periodo proficuo.  

Qual è la mia posizione attuale?

Innanzitutto non faccio trading sull’indice del dollaro, ma preferisco usarlo come indicatore delle condizioni di mercato e poi aggiungere le coppie valutarie che mostrano il maggior potenziale nel mio portafoglio. È così che uso l’indice S&P 500 per il mercato azionario e Bitcoin per le criptovalute

Guardando a questi movimenti recenti, si è tentati di cogliere le opportunità quando vediamo movimenti impulsivi, ma questo può esporti a falsi breakout; ciò può accadere spesso quando il prezzo esce per la prima volta da un’area di consolidamento a lungo termine, il che porterà a perdite. Essere pazienti permetterà di evitarle. 

Per ora continuo a monitorare i mercati; una volta che il Dixie avrà confermato un’ulteriore forza al rialzo, inizierò ad aggiungere al mio portafoglio le coppie valutarie con il miglior assetto.  

Recupererò il tempo perso attraverso una capitalizzazione strategica man mano che si svilupperà il trend. 

Questa bestia di un mercato si è finalmente risvegliata? Solo il tempo lo dirà.  

Nei miei articoli futuri darò uno sguardo approfondito alle principali coppie di valute sopra menzionate. 

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