Cosa comporterebbe per gli investitori una “seconda ondata” di COVID-19?

Proviamo ad analizzare quali conseguenze dovrebbe affrontare chi investe sui mercati se una seconda ondata di Coronavirus colpisse gli Stati Uniti

Cosa implicherebbe per gli investitori una “seconda ondata” di COVID-19?

Venerdì, il recupero del mercato azionario ha mostrato nuovi progressi, ma gli ultimi dati inerenti al COVID-19 aumentano le preoccupazioni relative a una possibile seconda ondata di contagi imminente (o anche solo un’altra cresta della prima ondata), proprio mentre l’economia USA sta riaprendo i battenti. Se queste preoccupazioni finissero per tradursi in un nuovo lockdown economico, alcuni dei titoli che hanno performato meglio dai minimi di marzo potrebbero subire nuove batoste.

Giovedì, gli Stati Uniti hanno riportato 27.700 nuovi casi di coronavirus e la media a sette giorni per i nuovi casi è aumentata del 15% rispetto a una settimana fa. I casi, osservati in 27 stati diversi, sono incrementati almeno del 5% su base settimanale, secondo la Johns Hopkins University.

Se la riapertura delle attività economiche negli Stati Uniti deragliasse o se una seconda ondata di COVID-19 colpisse la nazione, è probabile che molti degli stessi titoli che hanno sottoperformato durante la prima fase di declino economico sarebbero colpiti da una seconda ondata di vendite.

I titoli migliori e peggiori legati al COVID-19

Il settore di gran lunga più colpito del mercato, dal picco di febbraio al minimo di marzo, è stato quello energetico. Dal 19 febbraio al 23 marzo, l’Energy Select Sector SPDR (NYSE:XLE) è sceso del 57%, mentre l’SPDR S&P Oil & Gas Explore & Prod. (NYSE:XOP) è diminuito del 60,5% e il VANECK VECTORS/OIL SVCS ETF NEW (NYSE:OIH) ha registrato un ribasso del 70%.

Sebbene le vendite in quel periodo avessero coinvolto tutti i settori del mercato, alcuni di questi avevano tenuto relativamente bene, soprattutto rispetto ai titoli energetici. Ad esempio, il VanEck Vectors Gold Miners ETF (NYSE:GDX) era sceso di appena il 26,2%, il Consumer Staples Select Sect. SPDR (NYSE:XLP) aveva registrato una diminuzione del 24,5% e l’iShares NASDAQ Biotechnology Index (NASDAQ:IBB) aveva osservato un calo del del 21%.

Se una seconda ondata di coronavirus si traducesse ancora una volta in una brusca caduta della domanda di petrolio, titoli sottoperformanti come TechnipFMC PLC (NYSE:FTI) e Noble Energy, Inc. (NASDAQ:NBL) potrebbero essere tra quelli maggiormente puniti. Inoltre, anche i titoli delle navi da crociera, come Norwegian Cruise Line Holdings Ltd (NYSE:NCLH) e Carnival Corp (NYSE:CCL), sono stati fra quelli caratterizzati dalle peggiori performance durante l’ondata iniziale dei contagi da COVID-19.

Infine, titoli di rivenditori al dettaglio come Coty Inc (NYSE:COTY) e Nordstrom, Inc. (NYSE:JWN) sono stati devastati durante il primo round di chiusure di negozi.

Il punto di vista di Benzinga

La reazione economica, e con essa quella del mercato, a una potenziale seconda ondata di focolai di COVID-19 dipenderà in definitiva da due fattori.

La gravità dell’ondata sarà probabilmente il fattore principale, ma anche la volontà (o la potenziale assenza di quest’ultima) da parte di imprenditori, politici e consumatori di chiudere il Paese una seconda volta svolgerà un ruolo importante nell’impatto economico determinato da una possibile seconda ondata di Covid.

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