Ecco come Disney+ può superare Netflix

Dan Loeb, investitore attivista di Third Point, spiega per quale motivo la multinazionale dell’intrattenimento può superare la base di abbonati di Netflix

Ecco come Disney+ può superare Netflix

Dan Loeb, investitore attivista di Third Point, chiede a Walt Disney Co (NYSE:DIS) di mantenere il taglio dei dividendi per finanziare la sua offerta di streaming Disney+.

Cosa dice Loeb: all’inizio di quest’anno l’investitore attivista ha acquisito una quota in Disney; dopo aver aumentato le sue partecipazioni, ora possiede 5,5 milioni di azioni della società.

Loeb crede che la mossa aiuterà Disney a “capitalizzare questa opportunità di trasformazione”, riferendosi allo streaming.

“Riteniamo che la società dovrebbe sospendere permanentemente il suo dividendo annuale da 3 miliardi di dollari e reindirizzare questo capitale interamente verso la produzione e l’acquisizione di contenuti per le attività Disney dirette al consumatore e incentrate su Disney+”, ha scritto Loeb nella sua lettera, secondo Variety.

Loeb prosegue citando la chiusura dei cinema, e indica che lo streaming rappresenta il futuro dei film, incoraggiando Disney a far uscire nuovi film sulla piattaforma di streaming e ad ignorare i cinema.

“Sono sicuro che le persone hanno provato emozioni simili nei confronti delle carrozze trainate dai cavalli quando è stata introdotta per la prima volta l’automobile”, ha detto Loeb.

Perché è importante: nel 2019 Disney ha stabilito nuovi record nei ricavi da botteghini nazionali, internazionali e in quelli totali, realizzando rispettivamente 3,76 miliardi, 7,35 miliardi e 11,1 miliardi di dollari.

La società detiene una quota del 33% sui botteghini nazionali, e tra i primi otto film col maggior incasso, ben sette sono suoi; Loeb ritiene tuttavia che lo streaming potrebbe eclissare questi segmenti.

“Siamo fiduciosi nel fatto che Disney possa costruire un business diretto al consumatore che superi in modo significativo i suoi attuali flussi di ricavi provenienti dalla TV via cavo e dai botteghini, ma solo se la società approfitterà di questa opportunità e se investirà in modo più aggressivo”, ha affermato Loeb.

Grandi spese per i contenuti: con la sua offerta di streaming, Disney rappresenta uno dei principali rivali di Netflix Inc (NASDAQ:NFLX); quest’ultima ha speso miliardi di dollari per acquisire contenuti e per creare programmi originali, allo scopo di ottenere nuovi abbonati e di mantenere la sua base di abbonati esistente.

Gli analisti di BMO Capital stimano che quest’anno Netflix spenderà 17,3 miliardi di dollari in contenuti, cifra che entro il 2028 dovrebbe salire a 26 miliardi; Disney ha invece affermato che per l’anno fiscale 2020 impegnerà 1 miliardo di dollari per la programmazione di contenuti originali Disney+.

“Con i franchising principali e le capacità di produzione superiori di Disney, crediamo che in pochi anni la società possa superare la base di abbonati del leader del settore Netflix”, ha detto Loeb.

Cosa potrebbe succedere: a luglio Disney non ha pagato il dividendo semestrale, una scelta che ha fatto risparmiare alla società 1,6 miliardi di dollari; il 12 novembre la società pubblicherà gli utili del quarto trimestre.

Le azioni della Disney sono in rialzo del 2%, a 123,04 dollari; da inizio anno le azioni sono in calo del 16%.