Privacy, l’Australia cita in giudizio Facebook

Secondo la Commissione australiana per la concorrenza e i consumatori, il colosso social avrebbe acquisito informazioni senza consenso per scopi commerciali

Privacy, l’Australia cita in giudizio Facebook
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Facebook Inc (NASDAQ:FB) è stata citata in giudizio da un gruppo di consumatori australiani per aver raccolto i dati degli utenti senza autorizzazione, secondo quanto riportato martedì da Reuters.

Cosa è successo: secondo Reuters, la Commissione australiana per la concorrenza e i consumatori (ACCC) vuole che Facebook paghi una sanzione non specificata per aver promosso ai propri utenti una rete privata virtuale (VPN) come mezzo per proteggere i dati, quando in realtà avrebbe utilizzato le informazioni per selezionare obiettivi per acquisizioni commerciali, secondo Reuters.

La causa arriva dopo che già la Federal Trade Commission statunitense ha accusato la società guidata da Mark Zuckerberg di utilizzare i dati dei consumatori, comprese le sue app WhatsApp e Instagram, per selezionare i candidati alle acquisizioni.

Il presidente dell’ACCC Rod Sims ha affermato che sebbene vi sia un collegamento con le accuse mosse dalla FTC, l’agenzia statunitense si concentra sull’aspetto della concorrenza, mentre l’ente australiano “guarda al consumatore”.

“Rivedremo il recente deposito dell’ACCC e continueremo a difendere la nostra posizione in risposta a questo recente rapporto”, ha detto un portavoce di Facebook, secondo Reuters.

Il portavoce ha affermato che il colosso social è “sempre stato chiaro sulle informazioni raccolte e sul modo in cui vengono utilizzate”.

Perché è importante: il prodotto VPN al centro della causa è stato chiuso nel 2019, ha osservato Reuters.

Rob Nicholls, specialista in diritto della concorrenza, ha dichiarato al giornale che l’obiettivo della causa australiana è quello di far cambiare all’azienda il modo in cui rivela le sue attività agli utenti, a differenza dell’azione legale negli Stati Uniti, che potrebbe costringere la società a vendere i suoi asset.

Martedì Facebook si è scagliata contro Apple Inc (NASDAQ:AAPL), affermando di sperare che l’Unione Europea stabilisca dei limiti per il gigante di Cupertino sul tema delle società tech che favoriscono i propri servizi sulle piattaforme di loro proprietà.

Movimento dei prezzi: martedì le azioni Facebook hanno chiuso in aumento di quasi lo 0,5%, a 275,55 dollari, e nell’after-market sono poi scese dello 0,38%.