Apple, taglio alla produzione iPhone non è preoccupante

Secondo Daniel Ives di Wedbush, si tratta solo di un “piccolo ostacolo” all’interno di un “superciclo” pluriennale 

Apple, taglio alla produzione iPhone non è preoccupante
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Daniel Ives, analista di Wedbush, ha affermato che la storia dell’iPhone resta “immutata” nonostante la crisi dei semiconduttori che fa presagire una stretta sugli iPhone in occasione delle festività natalizie.

Cosa dicono gli analisti su Apple

Ives ha un rating Outperform sulla società guidata da Tim Cook, con un target price a 12 mesi di 185 dollari.

La tesi su Apple

L’analista di Wedbush ha evidenziato la “robusta” domanda di iPhone a livello globale, con Cina e Stati Uniti in primo piano.

“Apple incorrerà in una carenza di oltre 5 milioni di unità di iPhone 13 per le festività natalizie se la domanda dei consumatori manterrà questo ritmo; questi smartphone verranno spediti nel primo trimestre dell’anno fiscale 2021/nel trimestre di dicembre, con bassi livelli di inventario a livello globale”.

“Facendo un passo indietro, il fatto che 5-10 milioni di unità verranno rinviate dal trimestre di dicembre a quello di marzo a causa dei ben noti problemi di supply chain non è una preoccupazione per noi”, ha scritto Ives.

L’analista ha evidenziato che in realtà tale carenza testimonia una “traiettoria della domanda più solida” di quanto avesse previsto Wall Street.

Perché è importante

Martedì Bloomberg ha riferito che quest’anno Apple ridurrà la produzione dei suoi smartphone iPhone 13 di 10 milioni di unità a causa della crisi dei chip.

Ives ha dichiarato che le notizie sulla crisi dei chip che interessano la produzione degli iPhone non sono “nient’altro che un piccolo ostacolo su un superciclo pluriennale di iPhone 12/13 che continua a svilupparsi”.

L’analista ha osservato che i numeri di lancio iniziali dell’iPhone 12 erano di quasi 80 milioni di unità, affermando che il superciclo pluriennale di iPhone 12/13 continua a svilupparsi.

Ives ha affermato che i prezzi medi di vendita hanno continuato a essere molto positivi sia sul modello Pro che sul Pro Max, e ad oggi 250 su 975 milioni di iPhone nel mondo non vengono aggiornati da 3 anni e mezzo.

“Saremmo forti acquirenti sul titolo a qualsiasi reazione eccessiva a questa notizia, poiché la storia di crescita per Cupertino nell’anno fiscale 2022 resta invariata; è solo un problema di tempistica delle unità di iPhone spedite ai clienti, dovuto al dilagare dei vincoli di supply chain in tutta l’Asia”.

In precedenza Cook aveva riconosciuto che il colosso tech di Cupertino (California) è affetto da “alcune carenze”.

Movimento dei prezzi

Nella sessione after-hours di martedì le azioni Apple hanno ceduto l’1,3% a 139,63 dollari dopo aver terminato la sessione regolare in calo di quasi lo 0,9% a 141,51 dollari.