Il conflitto in Ucraina fa più male a Bitcoin o alle azioni?

Per Sam Bankman-Fried, il sell-off sulle crypto conseguente all’attacco russo in Ucraina non è giustificato dai fondamentali ma è causato dai trade algoritmici

Il conflitto in Ucraina fa più male a Bitcoin o alle azioni?
3' di lettura

Sam Bankman-Fried, il CEO di FTX, giovedì ha ipotizzato, attraverso un thread su Twitter, il motivo per cui il prezzo di mercato di Bitcoin (CRYPTO:BTC) sta subendo un impatto più duro dalla crisi Russia-Ucraina rispetto alle azioni.

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Cosa è successo

Bankman-Fried ha osservato che ha senso che le azioni siano scese all’indomani dell’invasione dell’Ucraina da parte delle forze russe, poiché “la guerra, generalmente, è brutta”, ma la situazione non è così semplice se si parla di Bitcoin.

Il fondatore dell’exchange di criptovalute FTX ha spiegato che, da un lato, la gente ha meno denaro libero quando il “mondo diventa più schifoso” a causa del caos. Questo perché le persone vendono gli asset per “pagare la guerra”; dall’altro lato, l’azione militare russa destabilizzerebbe le valute dell’Europa orientale, costringendo le persone a cercare delle alternative. “Se fossi in Ucraina in questo momento, dove affideresti i tuoi soldi?”, ha domandato Bankman-Fried.

Su queste basi, il crypto imprenditore ha sottolineato che i fondamentali non giustificano il sell-off su Bitcoin, ma che i trade algoritmici sono piuttosto popolari negli scambi di criptovalute.



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I trade basati su algoritmi utilizzano i trend storici, il che spiegherebbe l’attuale movimento di prezzo di Bitcoin.

“Gli algoritmi esaminano i dati e, in base a questi, decidono che BTC dovrebbe essere correlato all’80% con l’S&P 500, con un beta di 4 (ovvero, se l’S&P500 si muove dell’1%, BTC si muove del 4%)”, ha osservato Bankman-Fried.

Secondo il miliardario, sulla base di questo principio, i trader che fanno affidamento sugli algoritmi vendono in base alle notizie, mentre i trader fondamentali acquistano. “Al netto, BTC finisce a metà strada”.

Perché è importante

Mercoledì notte (ora di New York) il Presidente russo Vladimir Putin ha annunciato che il Paese sta conducendo una “operazione militare speciale” in Ucraina, a seguito della quale sono state udite molteplici esplosioni in diverse città ucraine, inclusa la capitale Kiev.

Diverse criptovalute, fra cui Bitcoin, Ethereum (CRYPTO:ETH) e Dogecoin (CRYPTO:DOGE), hanno subito un duro colpo insieme ai futures statunitensi e ai mercati globali; il co-fondatore di Ethereum Vitalik Buterin, nato in Russia, mercoledì sera ha criticato le azioni di Putin e ha augurato “gloria” all’Ucraina attraverso un tweet.

Movimento dei prezzi

Giovedì, al momento della pubblicazione, Bitcoin era in calo dell’8,7% a 35.331,65 dollari; Ethereum cedeva il 12,5% a 2.371,25 dollari.

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