5 trucchi per evitare truffe sulla blockchain

Il team della piattaforma di cripto gaming Ruby Play Network ha offerto 5 consigli per non incappare in fregature mascherate da progetti blockchain

5 trucchi per evitare un progetto blockchain truffa
8' di lettura
Questo post contiene contenuti pubblicitari sponsorizzati. Questo contenuto è solo a scopo informativo e non intende essere un consiglio di investimento.

La promessa dei progetti di criptovalute e della blockchain offre incredibili opportunità per essere coinvolti in grandi iniziative sin dall’inizio. Chiunque può diventare un investitore e vedere gli enormi guadagni di alcuni token, token non fungibili (NFT) e progetti legati al metaverso, ma purtroppo quando girano molti soldi spesso esistono scam e ladri che fanno leva sull’entusiasmo della community. Oggi daremo un’occhiata ad alcuni modi per evitare di essere truffati.

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La comunità delle criptovalute su Twitter può rivelarsi uno strumento prezioso in termini di raccolta di informazioni, ma può anche essere un campo minato di dichiarazioni fuorvianti e di opinioni degli investitori; migliaia di progetti cripto definiscono Twitter casa loro, ma di fatto solo una piccola percentuale di essi ha successo a lungo termine.

Esistono diversi importanti progetti con basi solide, grandi team e un robusto supporto da parte degli investitori. Per ognuno di questi però ce ne sono altri dieci che cercano soltanto di fare velocemente soldi e di lasciare i loro finanziatori con un palmo di naso.

Il team di Ruby Play Network (RPN) ha realizzato numerose sessioni ‘ask me anything’ con grandi community come Future Lounge e Crypto Hunters; uno dei punti di cui parliamo spesso è il lavoro fatto con il governo e le autorità di regolamentazione finanziaria della Nuova Zelanda per assicurarci che il nostro token RUBY fosse conforme a tutte le leggi e i regolamenti vigenti. Può essere piuttosto estenuante riuscire a rispettare leggi nuove e mutevoli, ma ne vale la pena per qualsiasi progetto che intenda essere legittimo.



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A tal fine, attraverso una ricerca approfondita condotta da trader e sviluppatori blockchain, Ruby Play Network ha raccolto alcune informazioni ragionevoli su che cosa evitare. Ecco dunque i consigli di RPN su come prevenire le truffe, con 5 suggerimenti facili da ricordare.

Consiglio 1: Fai la tua ricerca

Quando si entra per la prima volta nel settore delle criptovalute è bene raccogliere alcune informazioni da fonti affidabili, tra cui la stampa o persino influencer legittimi, rispettivamente come CoinDesk, Cointelegraph o Lark Davis.

Una fonte di informazioni o un suggerimento per un progetto di criptovaluta è credibile solo quanto la persona o l’entità dietro di esso: solo perché hai sentito parlare di un “grande progetto” da un amico, ciò non significa che in realtà sia buono. Fai le tue verifiche sia sul team che sul progetto, dai un’occhiata alla community, fai la tua ricerca e infine effettua un investimento studiato che sia basato sull’utilità del progetto.

Consiglio 2: Passa in rassegna il team

I buoni team realizzano buoni progetti: non si tratta di fantascienza né di un sinonimo del settore delle criptovalute. L’identità del team che sostiene un progetto di criptovaluta può fornire informazioni sulla sua credibilità o persino sulla probabilità che si tratti di un ‘rug pull’; si può presumere che un team di individui identificati sia una scommessa più sicura di un alias anonimo con una foto di Daffy Duck come foto profilo.

Non dico che il semplice anonimato sia una brutta cosa, ma come potenziale investitore dovresti valutare i membri del team, anonimi o meno, e vedere se hanno una presenza online o qualche elemento che dimostri che stanno nascondendo la loro identità per cattive ragioni: sono attivi nelle loro community? Il loro alias è quantomeno affidabile all’interno della scena? Che sia a causa del loro lavoro quotidiano, del non voler essere seguiti o perché gli piace, le persone hanno i loro motivi per voler restare anonimi, arrivando persino a rimanere fuori dai radar delle autorità normative e delle richieste di regolamentazione dei titoli non registrati. Esistono una moltitudine di ragioni per cui i team sono anonimi.

Si può affermare con ragionevole certezza che un team soggetto a ‘doxxing’ avrà maggiormente a cuore i tuoi interessi rispetto a un team che non viene identificato. Detto questo, esistono una miriade di progetti di successo portati avanti da sviluppatori anonimi: mai sentito parlare di Bitcoin?

Consiglio 3: Esamina la Tokenomics

Ora che stiamo iniziando ad addentrarci in un terreno accidentato, potremmo trovare dei pericoli nascosti pronti a manifestarsi. Un buon progetto avrà dedicato molto tempo e fatica al suo piano di token: qual è la distribuzione? Esistono un bacino di ricezione e degli usi per il token? Quali sono i casi d’uso e i cicli principali del token? Se il team non ha lavorato su questo e non ha pubblicato i dati, si tratta di un campanello d’allarme per il progetto.

Un’altra cosa importante da valutare è il periodo di lockup dei token per i fondatori e il team. Un buon progetto avrà una percentuale limitata di token disponibili alla vendita da parte del team al momento della quotazione (IDO): ciò impedirà loro di fare pump and dump sul rialzo del token dopo l’offerta iniziale. Avrai voglia di vedere un pool limitato al momento del lancio, senza grandi barriere allo sblocco e un programma di incentivi coerente. Questi elementi aiutano a garantire che il team sia impegnato a lungo termine sul progetto.

Consiglio 4: Truffe tecniche

La prima cosa dovrebbe essere ovvia: non fornire mai a qualcuno la tua password o la tua frase seed.

Anche questa non è una novità, tuttavia è sconcertante vedere la quantità di utenti all’interno della community delle criptovalute che si mostrano ingenui nei confronti della presunta “buona natura” delle persone quando queste si offrono di aiutare con una transazione o uno scambio. Attraverso una dinamica ben nota, i truffatori si nascondono all’interno dei gruppi della community e attendono che qualche utente abbia dei problemi tecnici; poi con un profilo falso inviano un messaggio all’utente per offrire “supporto”, quando in realtà tentano semplicemente di rubare i fondi sotto il mantello di una buona azione.

Una truffa popolare a cui prestare attenzione è quella del phishing airdrop. I truffatori trovano un elenco di wallet validi e inviano loro delle “monete gratis”: quando la vittima tenta di scambiare le monete, riceve un messaggio di errore che la invia a un sito di informazioni; in quel sito i truffatori cercano di connettersi al wallet dell’utente e di prosciugarlo. Coinbase offre un articolo più dettagliato al riguardo.

Ma esistono molte altre truffe in giro, la maggior parte delle quali ruota attorno all’eventualità di cedere al truffatore l’accesso al proprio computer o account. Non fidarti dei link inviati da persone che non conosci e non inviare qualche moneta in cambio di un grosso airdrop: è meglio presumere che non ci si possa fidare di persone che non si conoscono. Internet può essere un posto pericoloso.

Questo è solo un piccolo esempio dei modi in cui i malintenzionati cercano di prendere i tuoi soldi. La saggezza convenzionale ci dice che se qualcosa sembra troppo bello per essere vero, probabilmente non lo è; fai sempre la tua ricerca prima di affidarti a un progetto che non conosci.

Consiglio 5: Fidati dell’istinto

Se hai fatto trading di criptovalute per alcuni mesi, molto probabilmente avrai subito un episodio di ‘dusting’: il dusting è l’azione consistente nell’inviare un token al wallet di un utente, senza che questi sappia o si renda conto della transazione; l’utente inizia dunque a calcolare il valore di quella moto d’acqua da sogno che potrebbe andarsi a comprare con l'”airdrop gratuito” e, di conseguenza, va a incassare il token. Ma è qui che si verifica l’errore fatale: all’interno dello smart contract del token “dusted” (letteralmente, “spolverato”) è infatti presente una funzione che dà al truffatore la possibilità di accedere al wallet del malcapitato tramite un hook, con il quale avrà accesso a qualsiasi altro token che si trova all’interno del wallet (che si tratti di MetaMask, Trust o di qualsiasi altro wallet) e prosciugherà immediatamente questi fondi.

Se hai investito in un progetto, acquistato un NFT o ti sei registrato su un sito per un airdrop, ci si potrebbe aspettare di ottenere qualcosa da quel progetto: molti grandi progetti danno qualcosa indietro alle loro community per premiare il loro sostegno. Ma se qualche progetto sconosciuto vuole darti qualcosa di gratuito, sii scettico: se non hai acconsentito a ricevere i token che si trovano nel tuo wallet, è molto probabile che stiano cercando di lanciare un attacco di dusting ai tuoi danni.

Adesso lo sai…

Quanto abbiamo appena visto è solo un’introduzione ai vari tipi di truffe che sono stati creati o che sono migrati nel settore delle criptovalute; con la quantità di denaro in ballo, nasceranno sicuramente nuovi e più elaborati scam. Comunque, esistono alcune cose che puoi fare per ridurre il rischio: non tenere tutti i tuoi asset di criptovaluta in un unico wallet; usa un hot wallet con un minor numero di contenuti suscettibili alle interazioni online; prova a documentarti regolarmente in merito alle truffe più recenti; fidati del tuo istinto — se qualcosa sembra non funzionare, probabilmente è così; e naturalmente fai la tua ricerca. Questi suggerimenti non saranno la soluzione a tutti i problemi, ma possono aiutarti a non diventare il protagonista della prossima truffa.

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