PGIM svela i delicati compromessi tra le diverse fonti di elettricità

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Nessuna singola fonte di elettricità è ottimale su tutti e tre i principali fronti: un accesso sicuro alle sorgenti primarie e ai componenti chiave, basso costo, preservazione dell’ambiente

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Nonostante il massiccio investimento destinato alla generazione di energia rinnovabile a livello globale oltre il 60% di tutta l’elettricità è ancora generato dai combustibili fossili (figura in basso). “Questo si spiega anche col fatto che i combustibili fossili e le fonti a emissioni zero di carbonio presentano diversi compromessi dal momento che nessuna singola fonte di elettricità è ottimale su tutti e tre i fronti principali: un accesso sicuro alle fonti primarie e ai componenti chiave, basso costo, preservazione dell’ambiente”, precisano gli esperti di PGIM.

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DOSABILITÀ

La dosabilità è, in gergo tecnico, la capacità di generare energia quando serve, cioè la facilità con cui la produzione di energia può essere aumentata o diminuita per soddisfare le variazioni della domanda. La potenza di carico base, il livello minimo di domanda di energia in qualsiasi momento della giornata, di solito è stato fornito dagli impianti (come quelli nucleari o a carbone) con un basso costo marginale ma poca capacità di regolare la produzione, mentre le centrali elettriche complementari (spesso con turbine a gas naturale o a volte con energia idroelettrica) hanno un costo marginale di produzione più elevato, ma sono dosabili. Al contrario, la maggior parte delle energie rinnovabili, soprattutto quelle solari ed eoliche, sono intermittenti e quindi non facilmente adattabili…

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Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge.com.