Come se la cava Apple con l’acquisizione di altre società?

Il colosso di Cupertino compra una compagnia ogni 3-4 settimane; analizziamo la sua strategia di acquisizione

Come se la cava Apple con l’acquisizione di altre società?
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Negli ultimi anni il colosso tech Apple Inc. (NASDAQ:AAPL) ha effettuato un gran numero di acquisizioni che sono state tuttavia “piccole e discrete”, secondo un report della CNBC.

Cosa è successo: in base al report, Apple segue una strategia diversa rispetto agli accordi multimiliardari raggiunti dai suoi grandi rivali del settore tecnologico.

Alcuni che si sono unite ad Apple tramite un’acquisizione o che hanno preso parte a processi di acquisizione hanno rivelato alla CNBC che il produttore di iPhone si concentra sul reclutamento di personale tecnico di talento da aziende più piccole, che vengono valutate in base al numero di ingegneri che lavorano lì; il colosso tech quindi integra in modo rapido e silenzioso questi dipendenti nei propri team.

Apple utilizza i cosiddetti “acquihires”, ovvero processi di acquisizione di aziende più piccole principalmente per il loro personale, allo scopo di accelerare l’espansione in settori in cui necessita di talento tecnico o nei quali identifica una tecnologia specifica che potrebbe permetterle di distinguersi dai rivali, come indica il report; piuttosto che impiegare dei banchieri, il team M&A di Apple esegue la due diligence per accordi più piccoli.

Inoltre, sembra che la società guidata da Tim Cook metta delle condizioni sulle transazioni, in base alle quali se un certo numero di dipendenti tecnici non si unisce ad Apple l’accordo salta.

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Perché è importante: a febbraio sono state citate le parole di Tim Cook, amministratore delegato di Apple, il quale ha affermato che il gigante tecnologico acquisisce circa una società al mese e che negli ultimi sei anni ha comprato circa 100 aziende.

La serie di acquisizioni da parte di Apple evidenzia gli sforzi costanti della società volti a mettersi al passo con l’Assistente Google di Alphabet Inc. (NASDAQ:GOOG) (NASDAQ:GOOGL) e con Alexa di Amazon.com Inc. (NASDAQ:AMZN). Sebbene Apple arranchi nelle vendite degli altoparlanti smart, continua a dominare il segmento degli smartwatch.

Apple, inoltre, lavora silenziosamente da anni per entrare nel settore della realtà virtuale (VR) e aumentata (AR); a maggio dello scorso anno il produttore di iPhone ha acquisito la startup di realtà virtuale NextVR, seguita ad agosto dall’acquisizione di Spaces, uno spin-off di Dreamworks Animation.

A marzo è emerso che Apple prevede di distribuire il tanto vociferato visore per realtà mista a metà del prossimo anno, seguito dagli occhiali per realtà aumentata entro il 2025; il visore VR dovrebbe competere con Oculus di Facebook Inc. (NASDAQ:FB) e PlayStation VR di Sony Group Corporation (NYSE:SONY), fra gli altri.

Apple ha anche superato il resto del settore tecnologico acquisendo 25 startup di intelligenza artificiale (AI) durante il periodo di cinque anni che va dal 2016 al 2020, secondo quanto riportato a marzo sulla base di una ricerca di GlobalData; l’acquisizione di società di intelligenza artificiale da parte di Cupertino è legata principalmente al miglioramento di Siri, l’assistente virtuale per i dispositivi Apple.

Movimento dei prezzi: venerdì le azioni Apple avevano chiuso in ribasso dell’1,5% a 131,46 dollari.